Sediva News del 15 dicembre 2009

L’indennità di avviamento per cessata locazione – QUESITO

Sto per trasferire la mia farmacia in un nuovo locale ed ho dato quindi
disdetta anticipata del vecchio contratto di locazione. Ho diritto
all’indennità di avviamento?

L’art. 34 della l. 392/78 prevede che, in caso di cessazione di un rapporto
di locazione relativo ad immobili urbani adibiti ad uso diverso da quello
di abitazione, il conduttore ha diritto a un’indennità di avviamento pari a
diciotto mensilità dell’ultimo canone corrisposto, ma l’importo si
raddoppia laddove – ipotesi che per una farmacia è naturalmente soltanto
teorica – l’immobile sia concesso in locazione, entro un anno dalla
cessazione della precedente, ad un esercente la stessa attività
commerciale.

L’indennità, tuttavia, non spetta quando la cessazione del rapporto
locativo – precisa la detta disposizione – “sia dovuta a risoluzione per
inadempimento o disdetta o recesso del conduttore”, e anche quando –
aggiunge un’importante sentenza additiva della Corte Costituzionale – sia
stata causata da un provvedimento della pubblica amministrazione.
In ogni caso, dunque, nell’ipotesi descritta nel quesito l’avvenuta
disdetta contrattuale da parte del conduttore – anticipata, o in
coincidenza con la scadenza naturale del rapporto, non fa differenza –
preclude certamente a quest’ultimo l’insorgere del diritto ad invocare una
qualunque indennità.

Piuttosto, andrebbe nel Suo caso verificata la legittimità di un recesso
anticipato, perché, ove questo non sia espressamente previsto nel
contratto, Lei potrebbe essere esposto alla pretesa del locatore del
pagamento di tutti i canoni relativi al periodo compreso tra la riconsegna
del locale e l’originaria scadenza contrattuale, e quindi, in sostanza, al
rischio di subire addirittura un doppio pregiudizio.

(s.lucidi)

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