Sediva News del 10 dicembre 2009

I diritti del “sostituto” del titolare – QUESITO.

Per parecchi mesi sarò probabilmente costretta ad assegnare ad un
farmacista collaboratore la direzione della farmacia. Quanto può durare la
sostituzione senza che il collaboratore abbia diritto a conservare il primo
livello super? Ho sentito parlare di un limite di sei mesi.

La risposta è agevole, perché la fornisce in termini non equivoci
direttamente l’art. 4 del CCNL di categoria, quando, disciplinando la
“Classificazione del personale”delle farmacie, precisa espressamente, con
riguardo al “primo livello”, che “il farmacista collaboratore può
sostituire il titolare di farmacia nei casi e con le modalità previste…
nell’art. 11 della l. 475/68…, ed in tal caso per tutto il periodo della
sostituzione formale ha diritto, in aggiunta alla normale retribuzione,
ad un’indennità di funzione pari alla differenza retributiva tra il primo
livello super ed il primo livello”.
La disposizione concerne testualmente, come si vede, proprio i casi di
sostituzione del titolare (nella conduzione professionale della farmacia)
per i motivi (che sono tassativi) previsti nell’art. 11 della l. 475/68,
tra i quali, naturalmente, il più ricorrente è appunto l’impedimento per
ragioni di salute (o “per infermità”, come dice sub a) l’art. 11).
Quindi, è bensì “per tutto il periodo della sostituzione”, ma non oltre,
che il direttore pro-tempore avrà diritto a quell’indennità di funzione
integrativa (che eleverà nel concreto la sua retribuzione complessiva a
quella di un “primo livello super”, pur senza l’inquadramento formale in
tale categoria), cosicché, cessato l’impedimento del titolare, egli tornerà
ad essere – anche sul piano retributivo – un “primo livello”.
La sostituzione potrà dunque durare anche per l’intero quinquennio-limite
contemplato nell’art. 11, senza che il sostituto maturi mai il diritto
all’inserimento nel “primo livello super”, e neppure il diritto a
conservare – nel tempo successivo alla cessazione dell’incarico – la
maggiore retribuzione percepita in quel periodo.
Invece, quei sei mesi di durata massima della direzione pro-tempore, ai
quali Lei si riferisce nel quesito, sono verosimilmente quelli cui fa cenno
lo stesso art. 4 del CCNL occupandosi del “primo livello super”: vi si
legge, infatti, che “in caso di temporanea assegnazione del farmacista
collaboratore ad una farmacia succursale con la qualifica di Direttore”, e
laddove tale assegnazione si protragga per oltre sei mesi, il passaggio del
collaboratore al “primo livello super” diventa definitivo.
Ma proprio questa specifica disposizione dettata per la farmacia succursale
deve far credere che, ben diversamente, negli altri casi in cui è pure
configurabile la qualifica di Direttore di farmacia (e pensiamo, in
particolare, alle “gestioni ereditarie”) il collaboratore che ne sia
temporaneamente investito non maturi alcun diritto alla conservazione della
qualifica, neppure dopo sei mesi di durata dell’incarico, e che perciò, una
volta che questo sia venuto meno, egli possa legittimamente essere
reinquadrato nel “primo livello”.
Qualche dubbio di segno contrario è forse lecito, ma a noi pare che le cose
stiano così.

(gio.bacigalupo)

La SEDIVA e lo Studio Bacigalupo Lucidi prestano assistenza contabile, commerciale e legale alle farmacie italiane da oltre 50 anni!