Sediva News del 30 novembre 2009

Se il Fisco chiede vecchi registri, al momento non disponibili…. –
QUESITO

Nel corso di un’ispezione fiscale che sta interessando la mia farmacia, mi
è stato chiesto di esibire anche la documentazione contabile relativa ad
anni precedenti di cui momentaneamente non avevo la disponibilità.
Il verificatore mi ha replicato che questo equivaleva ad un rifiuto di
esibizione, con l’impossibilità per me di utilizzare a difesa quella
documentazione.

Il comportamento di quel funzionario sembra eccessivo.
In realtà, perché si costituiscano le pesanti conseguenze da Lei accennate
– che cioè i documenti di cui è rifiutata l’esibizione non possano essere
presi in considerazione a favore del contribuente ai fini
dell’accertamento, né in sede amministrativa e neppure in sede contenziosa
– non è sufficiente una semplice dichiarazione di “momentanea
indisponibilità” della documentazione richiesta.
In questo senso è anche il punto di vista delle Sezioni Unite della
Cassazione, che hanno ritenuto che, affinché una dichiarazione del genere
resa dal contribuente nel corso di un accesso possa determinare quegli
effetti, occorre che essa sia falsa ( nasconda, cioè, anche sulla base di
semplici indizi e/o di presunzioni, un vero e proprio rifiuto di
esibizione), e che sia resa consapevolmente e volontariamente
(dolosamente), con la precisa intenzione quindi di impedire che nel corso
dell’accesso possa essere effettuata l’ispezione del documento.
Pertanto, l’indisponibilità ( a maggior ragione se momentanea) della
documentazione richiesta per un caso fortuito o un’evenienza di forza
maggiore – anche se in dipendenza, magari, di comportamenti negligenti del
contribuente nella conservazione e/o nella custodia dei documenti – non può
recare le gravi conseguenze “annunciate” dal responsabile della verifica.
Naturalmente – ed in particolar modo in presenza di verificatori
eccessivamente formalistici – sarà bene in tali occasioni, come dire?,
“pesare” con più attenzione le parole, evitando di formulare affermazioni
drastiche (quali: “non la trovo”; ovvero: “si trova altrove”; o peggio:
“non ce l’ho”), avendo perciò cura di rilasciare dichiarazioni il più
possibile caute e sempre di segno sostanzialmente positivo (quali: “la
documentazione è in mio possesso, ma è conservata presso la mia abitazione
privata, entro x giorni o x ore sarà disponibile”).
Se poi, malauguratamente, la Sua vicenda dovesse continuare a muoversi su
questa strada, non dovrebbe essere per Lei complicato difendersi con
adeguatezza nel giudizio tributario

(f.lucidi)

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