Sediva News del 24 novembre 2009

La detrazione delle spese documentate con scontrini illeggibili – QUESITO

Gli scontrini fiscali da noi emessi scoloriscono facilmente e questo
provoca disagio nei clienti che intendono detrarre le spese per i
medicinali; in particolare, un cliente ci ha restituito tutti i nostri
scontrini e siamo riuscite a ricostruire gli importi di ognuno.
Vorrei però accompagnare questa ricostruzione con un nostro documento da
cui emergesse che effettivamente il cliente ha speso tot euro in farmacia
per medicinali; avrebbe validità ai fini fiscali per il nostro cliente? 

Per semplificare gli adempimenti dei contribuenti, è stato da tempo
soppresso l’obbligo di allegare alla dichiarazione dei redditi la
documentazione comprovante i dati in essa indicati; l’Agenzia delle
Entrate, tuttavia, può richiederne l’esibizione (o la trasmissione) per
poterne controllare l’esattezza e la rispondenza alla dichiarazione (come
avviene in caso di controllo formale ai sensi dell’ art. 36 ter D.P.R.
600/1973).
A tal fine, dunque, la normativa fiscale prevede che i documenti probatori
dei dati dichiarati devono essere conservati in originale per tutto il
tempo in cui l’Amministrazione finanziaria ha la facoltà di richiederli per
il controllo e quindi fino al 31 dicembre del quarto anno successivo a
quello in cui è stata presentata la dichiarazione dei redditi (le fatture,
le ricevute e gli scontrini relativi alle spese sanitarie sostenute nel
periodo di imposta 2009, ad esempio, devono infatti essere conservati fino
al 31/12/2014).
Come però Le ha fatto notare esattamente il Suo cliente, accade spesso che
col decorso del tempo gli scontrini fiscali emessi dalla farmacia risultino
del tutto illeggibili, e questo, perché essi vengono stampati su rotoli di
carta termica, pur regolarmente omologata dall’Istituto Superiore P.T..
Consapevole di tale inconveniente apparentemente senza rimedio (anche
l’eventuale conservazione degli scontrini al riparo dalla luce potrebbe,
infatti, risultare non sufficiente ad impedirne lo scolorimento), la stessa
Amministrazione finanziaria – nella circ. 15/E/2005, punto 11.1 – ha
perciò affermato che, per il riconoscimento della detrazione ai fini irpef
in caso di controllo, sarà sufficiente esibire la fotocopia leggibile degli
scontrini in questione.
Al di fuori, pertanto, di tali scontrini fotocopiati, non sembrerebbe
configurabile, a questo punto, null’altro che possa legittimamente
“sostituire” a fini fiscali gli originali, a meno che, naturalmente, la
farmacia non intenda “estrarre” le copie dei vari scontrini (che
interessano quel singolo cliente) direttamente dal giornale di fondo del
registratore di cassa (ma l’operazione è sicuramente macchinosa e
tutt’altro che a portata di mano…).
Tuttavia, tornando al Suo caso specifico, anche quel “documento” di cui si
parla nel quesito potrebbe rivelarsi nel concreto una soluzione alternativa
da esibire validamente all’Amministrazione finanziaria, perché, sempre
nell’ipotesi di un eventuale controllo della documentazione fiscale, quel
Suo cliente potrà produrre tutti gli elementi – compresa dunque la
“ricostruzione” effettuata degli importi da lui pagati alla farmacia –
ritenuti meritevoli di un riscontro positivo dei funzionari dell’Agenzia
delle Entrate, così da vedersi infine riconoscere anche le detrazioni
fiscali per queste spese di farmaci.
In generale, però, perlomeno in assenza di ulteriori (e auspicati)
interventi del legislatore e/o dell’Agenzia delle Entrate, sarà bene in
sostanza che il contribuente, se non vuole correre il rischio di vedersi
riprendere a tassazione le spese sanitarie detratte mediante scontrini di
farmacia ormai scoloriti, provveda sempre a dotarsi di una loro fotocopia
(conservandola, evidentemente) prima che gli originali si rivelino
illeggibili.
(m.giovannini)

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