Sediva News del 19 novembre 2009

La tassazione dell’indennità di esproprio – QUESITO

Ho ricevuto da parte del Comune un’indennità di esproprio per la
realizzazione di un’opera pubblica. Sulla cifra concessa, l’ente ha
applicato una ritenuta del 20% a titolo d’imposta. Vorrei sapere se il
prossimo anno devo inserire tale somma nella dichiarazione.

L’art. 11, co. 7, L. 413/1991 dispone che gli enti erogatori, all’atto
della corresponsione delle somme liquidate per indennità di esproprio,
devono operare una ritenuta d’imposta a titolo definitivo (salvo quanto
subito chiarito) nella misura appunto del 20%.

Per quel che concerne il contribuente, tuttavia, l’art. 17, lett. g-bis)
del TUIR stabilisce che queste plusvalenze sono soggette alla tassazione
separata oppure – ma soltanto per opzione esercitata in sede di
dichiarazione dei redditi – alla tassazione secondo i metodi ordinari.
E però, la ritenuta – che, si badi bene, viene operata dall’ente erogatore
sull’intera somma – diventa in tutti e due i casi, in pratica, a titolo
di acconto, perché sarà infatti il contribuente a calcolare poi quanto
dovuto a saldo secondo il criterio prescelto.

Resta però il fatto che, dato che è lasciata all’interessato – come si è
visto – la facoltà di scegliere, egli verosimilmente opterà comunque per il
criterio da lui giudicato per sé più favorevole.

Ricordiamo anche, infine, che la Cassazione, con sentenza 8.2.2005, n.
2490, ha precisato, proprio in tema di plusvalenza derivante da indennità
di esproprio, che i contribuenti che in sede di dichiarazione dei redditi
non hanno optato per la tassazione ordinaria, scegliendo implicitamente
quella separata, non possono poi avanzare alcuna pretesa di rimborso nel
caso in cui la loro dichiarazione risulti a credito di imposta rispetto
alla ritenuta del 20% subita.

(m.giovannini)

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