Sediva News del 27 ottobre 2009

Il pagamento rateale degli avvisi bonari dell’Amministrazione
finanziaria

La legge Finanziaria 2008 (art. 1, comma 144, della legge 244/2007) concede
la possibilità di pagare a rate anche gli avvisi bonari, cioè, come
sappiamo, quelle comunicazioni con le quali l’Agenzia delle Entrate – a
seguito del controllo della dichiarazione – contesta prima della definitiva
iscrizione a ruolo, ad esempio, omessi od insufficienti versamenti di
imposte e/o contributi, ovvero la mancata presentazione di documentazione
di oneri detraibili e deducibili).

Il numero delle rate (sempre trimestrali) consentito è diverso secondo la
somma dovuta, perché:

– se l’importo è inferiore a € 2.000,00, può essere versato in un numero
massimo di sei rate, ma solo se l’Ufficio riconosce – dietro richiesta
del contribuente da presentare non oltre i 30 giorni successivi al
ricevimento della comunicazione – la temporanea situazione di obiettiva
difficoltà di quest’ultimo al pagamento dell’importo richiesto in
un’unica soluzione;
– se l’importo è superiore ad € 2.000,00 ma non ad € 5.000,00, può essere
versato sempre in un numero massimo di sei rate;
– se è compreso tra € 5.000,01 ed € 50.000,00, il numero massimo delle rate
sale a venti;
– se, infine, è superiore ad € 50.000,00, il numero massimo di rate resta
venti, ma è necessario fornire un’apposita garanzia (una fideiussione
bancaria, poniamo) entro dieci giorni dal versamento della prima rata.

Per beneficiare della rateazione non è necessario presentare alcuna
richiesta scritta all’Ufficio, perché è sufficiente versare la prima rata
entro trenta giorni dal ricevimento dell’avviso bonario, manifestando così
la volontà di avvalersi della facoltà della rateazione offerta dalla legge;
come accennato, però, fanno eccezione gli avvisi bonari che recano somme
dovute inferiori a € 2.000,00, necessitando in tal caso, sempre ai fini
dell’ammissione al pagamento rateale, la previa verifica da parte
dell’Amministrazione finanziaria della “temporanea situazione di effettiva
difficoltà”, che l’Ufficio opererà, per l’appunto, dietro espressa
richiesta scritta del contribuente.
In ogni caso, una volta “avviata” la rateazione, le rate successive alla
prima devono essere versate entro l’ultimo giorno di ciascun trimestre
successivo a quello di scadenza della prima rata; gli interessi, dovuti a
partire dalla seconda rata, sono pari al 3,5% annuo (il versamento,
ricordiamo, va comunque effettuato mediante mod. F24 utilizzando, per
l’indicazione di tributi ed interessi, l’apposita “codicistica” disposta
dall’Agenzia).
Concludiamo con una doverosa avvertenza: il mancato pagamento di una
qualunque delle rate successive alla prima comporta la perdita del
beneficio della rateazione; le somme ancora dovute vengono perciò iscritte
a ruolo, per il quale non è più ammessa alcuna dilazione di pagamento.
(f.lucidi)

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