Sediva News del 26 ottobre 2009

Varie sul lavoro (domande e risposte anche in breve)

Malattia durante la prova
D – Nello svolgimento del periodo di prova, un lavoratore di terzo livello
della mia farmacia si è ammalato. Il rapporto in questo caso deve ritenersi
cessato?
R – La normativa di riferimento prevede che durante il periodo di prova il
rapporto lavorativo può essere rescisso da entrambe le parti senza
preavviso; e, nel caso di infortunio o di malattia, il periodo comunque si
interrompe, ma c’è la facoltà di poter far completare la prova quando,
tuttavia, il lavoratore possa riprendere il servizio entro venti giorni.
Ove, però, il lavoratore, nel completare la prova, dovesse nuovamente
ricadere in malattia, il rapporto si riterrà cessato ad ogni effetto.

Sulla nomina del rsl in farmacia
D – Nella farmacia non è stato eletto il rappresentante dei lavoratori per
la sicurezza. Sono previste sanzioni?
R – L’elezione o la designazione del rappresentante dei lavoratori per la
sicurezza non costituisce un obbligo per il datore di lavoro ma è una
facoltà dei lavoratori che potrebbe quindi anche non essere esercitata.
Qualora i lavoratori invece vi provvedano, designando appunto il RLS, sorge
a carico del datore di lavoro l’obbligo di comunicazione all’Inail dei dati
identificativi della persona eletta; ed è soltanto la violazione di tale
obbligo a comportare in capo all’azienda il pagamento di una sanzione
amministrativa (peraltro d’importo non superiore ad euro 300).

Modifiche orario lavorativo
D – Per effettive esigenze organizzative è possibile modificare la
distribuzione dell’orario di lavoro del personale?
R – L’azienda ha il potere di modificare unilateralmente la distribuzione
dell’orario di lavoro nell’arco della giornata o della settimana
lavorativa, purché la modifica non si riveli arbitraria ma risulti dettata
da effettive esigenze tecniche e/o organizzative e/o produttive.
Tale facoltà non viene meno neppure quando la distribuzione dell’orario in
atto risulti praticata da tempo, dato che in materia non sembrano
configurabili usi aziendali vincolanti.

Il dipendente “scrutatore”
D – Vorrei conoscere i diritti di un lavoratore chiamato a fare lo
“scrutatore” in un seggio elettorale, perché un collaboratore farmacista
verrà probabilmente chiamato anche nelle prossime consultazioni
amministrative.
R – Si tratta di un lavoratore particolarmente “assistito” dalla legge
sia per quanto attiene ai diritti collegati all’assenza dal lavoro e sia
con riguardo al “recupero” delle due o tre giornate trascorse ai seggi.
Infatti, per tutte le consultazioni elettorali (politiche e amministrative)
è stabilito che i lavoratori impegnati presso i seggi hanno diritto ad
assentarsi dal lavoro per l’intero periodo corrispondente alla durata delle
relative operazioni ed i giorni di assenza dal lavoro sono da considerare,
a tutti gli effetti, giornate di attività lavorativa.
In base alla l. 69/92, inoltre, costoro hanno anche diritto al pagamento di
specifiche quote retributive in aggiunta alla ordinaria retribuzione
mensile, ovvero a riposi compensativi per i giorni festivi e/o quelli non
lavorativi eventualmente compresi (ma nel concreto, come sappiamo, è sempre
così) nel periodo di svolgimento delle operazioni elettorali.
(m.porry)

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