Sediva News del 20 ottobre 2009

Un nuovo deposito per la farmacia – QUESITO

Intendo utilizzare come deposito della farmacia il locale al piano terra
di una palazzina che ho acquistato a titolo personale e che, per gli
altri due piani, darò in locazione a tre ambulatori medici.
Vorrei sapere se, tra le tante spese di ristrutturazione che dovrò
sostenere per l’intera palazzina, posso inserire nei costi della farmacia
perlomeno quelle relative al locale.

La normativa fiscale prevede che “per i beni strumentali dell’impresa
individuale provenienti dal patrimonio personale dell’imprenditore è
riconosciuto, ai fini fiscali, il costo determinato in base alle
disposizioni di cui al DPR 23 dicembre 1974 n. 689 da iscrivere tra le
attività relative all’impresa nell’inventario di cui all’art. 2117 del
codice civile…”.
Quindi, prima di avviare le spese di ristrutturazione sarà necessario
iscrivere nel libro degli inventari (vi provvede evidentemente il
professionista incaricato della tenuta della contabilità della farmacia)
l’unità immobiliare (che si intende adibire a deposito) “in base al costo,
assumendo come tale il valore definitivamente accertato ai fini delle
imposte di registro o di successione o, in mancanza il prezzo indicato
nell’atto di acquisto, maggiorati degli oneri accessori di diretta
imputazione” (così il richiamato DPR 689/74) e, contestualmente, comunicare
per via telematica all’Agenzia delle Entrate l’esistenza del nuovo deposito
quale bene strumentale della farmacia.
Queste due operazioni, peraltro, Le consentiranno anche di dedurre quel
valore per quote annuali d’ammortamento a decorrere dall’esercizio in corso
alla data dell’iscrizione del bene.
La risposta al quesito deve quindi essere positiva, e però – sin dal
progetto di ristrutturazione (che riteniamo sarà unico per l’intera
palazzina) – Lei dovrà tenere diligentemente separate le opere inerenti al
futuro locale-deposito della farmacia da quelle di restauro della parte
residua dell’immobile, perché naturalmente saranno costi deducibili
soltanto quelli sostenuti specificatamente per il locale.
Bisognerà quindi evitare di imputare fiscalmente il grosso delle
spese a quest’ultimo (il rischio di ingolosirsi sotto questo profilo è
infatti notevole….), ed anzi sarà importante proprio apprestare via via una
documentazione in grado di dimostrare – un domani – l’effettiva inerenza
al locale di tutte le opere che contabilmente saranno state “addebitate”
alla farmacia e dunque inserite come costi d’esercizio.

(r.santori)

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