Sediva News del 16 ottobre 2009

Agevolazioni prima casa e comunione legale.

La Cassazione si è pronunciata ancora una volta (v. Sediva news del
14/04/2009) in favore dell’estensione ad entrambi i coniugi dei benefici
“prima casa” ove l’acquisto da parte di uno dei coniugi sia effettuato in
regime di comunione legale dei beni.
L’agevolazione, precisa la Suprema Corte, si estende in tal caso all’altro
coniuge – e vale quindi sull’intero valore dell’immobile – anche se questi
è sprovvisto dei requisiti richiesti dalla legge per ottenere il beneficio
fiscale (nella fattispecie decisa si trattava della residenza nel comune in
cui è ubicato l’immobile).
Secondo questa decisione, infatti, il coniuge che diventa comproprietario
al 50% dell’unità abitativa per mero effetto del regime di comunione non si
rende “acquirente” in senso stretto del bene ma lo riceve, per così dire,
ope legis, e perciò non è tenuto al possesso anch’egli dei requisiti cui la
legge subordina il riconoscimento delle agevolazioni tributarie.
È dunque sufficiente ai fini del beneficio, conclude la Cassazione, che il
solo coniuge (formalmente) acquirente sia in possesso di tali requisiti,
proprio perché è soltanto lui ad acquistare l’immobile, estendendosi
l’acquisto all’altro non per effetto di una sua volontà negoziale, ma
soltanto in forza, appunto, della comunione (che non per nulla, giova
ricordarlo, è qui un regime legale e non volontario).
(s.civitareale)

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