Sediva News del 15 ottobre 2009

Orari, turni, riposi del collaboratore farmacista – QUESITO

Vorremmo sapere, riguardo all’orario di lavoro dei farmacisti
collaboratori, se il contratto nazionale deroga al principio generale
secondo cui il riposo giornaliero non può essere inferiore a 11 ore.
In particolare, il collaboratore che esegue il turno notturno dalle ore
22,00 alle otto del giorno successivo può lavorare la mattina, dopo il
turno, dalle 8,00 alle 13,00? E il pomeriggio dalle 16,00 alle 20,00?
Oppure, si ovvia a tutto questo facendolo riposare il pomeriggio del
giorno del turno?
Insomma, qual è il comportamento corretto?

Il CCNL farmacie private (che, come sappiamo, resterà in vigore perlomeno
sino al 31.01.2010) si occupa generalmente dell’orario di lavoro all’art.
18, che recita come segue.
“La durata normale del lavoro è fissata in 40 ore settimanali, di norma
distribuite su 5 giorni e mezzo, solo mediante la concessione di mezze
giornate di riposo da godersi o nella settimana successiva o, comunque,
anche cumulativamente, entro l’arco del mese, tenendo conto delle necessità
organizzative e del servizio della farmacia e delle esigenze del lavoratore
stesso.
Una diversa distribuzione dell’orario settimanale di lavoro potrà essere
definita a livello regionale in presenza di particolari regimi di orari di
apertura e chiusura delle farmacie nel territorio. Al riguardo le parti si
incontreranno a livello regionale, secondo quanto previsto dall’articolo
108, 2° comma del presente CCNL, per definire la pratica realizzazione di
quanto sopra.
Per quanto non previsto dal presente CCNL le Parti fanno espresso
riferimento al D.Lgs. 66/2003 e successive modifiche leggi di
modificazione.
Attesa la particolare funzione di servizio pubblico essenziale che la
farmacia assolve, senza soluzione di continuità, sul territorio a tutela
della salute dei cittadini, le Parti convengono quanto segue:
– ai sensi dell’art. 4, quarto comma, D.Lgs. 66/2003 – la durata media
dell’orario di lavoro non può in ogni caso superare, per ogni periodo di 7
giorni, le 48 ore medie, comprese le ore di lavoro straordinario. Le 48 ore
medie sono calcolate con riferimento ad un periodo di 12 mesi, tenuto conto
della premessa di cui al presente comma.”
Questo, dunque, il testo integrale dell’art. 18 nel quale, però, sul riposo
giornaliero – come si potrà rilevare – nulla specificatamente è detto; e
anzi, il richiamo espresso della disposizione al D.Lgs. 66/2003 deve far
credere che le 11 ore (nell’arco delle 24 ore) di riposo minimo ivi
previste non siano derogabili neppure per le farmacie, ed in ogni caso il
CCNL non vi deroga.
Quanto alla consecutività delle 11 ore, invece, anche le farmacie possono
derogarvi, sempre che naturalmente osservino un orario di apertura al
pubblico “spezzato” (da cui dipenda appunto la non consecutività), ma
sempre 11 ore devono essere.
Del resto, pur ammettendo – ma al riguardo avremmo parecchi dubbi… – che la
farmacia possa rientrare tra quegli “stabilimenti analoghi” (agli
“ospedali”) per i quali la Legge-Biagi contempla deroghe, ove però
“stabilite dai contratti collettivi a livello nazionale o territoriale“,
resterebbe pur sempre l’ostacolo insormontabile costituito proprio dal
silenzio del CCNL (e di eventuali contratti territoriali integrativi) sul
riposo giornaliero dei dipendenti di farmacia; il che comporterebbe
appunto, anche sotto questo profilo, l’integrale applicazione del D.Lgs.
66/2003.
Tornando al caso specifico enunciato nel quesito, si potrebbe quindi
tentare – al più – di praticare la seconda soluzione indicata, quella,
cioè, che prevede un orario lavorativo dalle 22,00 alle 8,00, un riposo
dalle 8,00 alle 16,00, altre 4 ore di lavoro dalle 16,00 alle 20,00 e
infine 2 ore di riposo dalle 20,00 alle 22,00.
Ma anche in tale evenienza il lavoratore presterebbe evidentemente – nelle
24 ore – 14 ore complessive di lavoro e un riposo di complessive 10 ore, e
dunque verrebbe a mancargli quanto meno 1 ora di riposo (anche se, per la
verità, abbiamo il sospetto che in questo caso – mancando in realtà un
orario “spezzato” – le 11 ore, ove pure fossero 11, dovrebbero essere
consecutive…).
A questo punto, insomma, ci pare che Lei debba comportarsi soprattutto
secondo il Suo prudente apprezzamento, perché quel che è stato qui
illustrato – e che peraltro, evidentemente, rispecchia soltanto una nostra
opinione – non sembra possa giovarLe più di tanto.

(gio.bacigalupo)

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