Sediva News del 6 ottobre 2009

Buoni acquisto al personale dipendente – QUESITO

La società che mi fornisce i buoni pasto per il personale mi ha proposto
due nuovi buoni: ticket compliment e ticket universel; vorrei delle
informazioni sull’eventuale loro utilizzo per la farmacia.

Oltre ai normali ticket restaurant, il Suo fornitore ha dunque creato, come
Lei ricorda, i ticket compliment, che naturalmente nulla hanno a che vedere
con la “pausa pranzo “ del dipendente, né con la ristorazione in genere di
quest’ultimo (pur se, come è noto, anche i buoni pasto sono spendibili nel
concreto per finalità estranee ai … pasti), presentandosi invece come dei
buoni regalo utilizzabili in acquisti da effettuare evidentemente nei soli
punti vendita convenzionati.

All’interno dei ticket compliment, figurano però anche i ticket plus, che
sono buoni acquisto spendibili appunto negli 8.000 negozi convenzionati,
nonché i ticket universel citati nel quesito, che rappresentano
formalmente dei buoni benzina, anch’essi però utilizzabili presso alcune
catene di distribuzione al dettaglio.

Ora, sul trattamento fiscale e sulla convenienza, sotto parecchi profili,
dei ticket restaurant ci siamo intrattenuti più volte in questa Rubrica (da
ultimo, nelle Sediva news del 15/7/2009 e del 21/09/2009), e perciò
dobbiamo ora dire qualcosa sugli aspetti fiscali anche dei buoni acquisto,
ricordando che si tratta di veri e propri compensi in natura erogati ai
dipendenti, e quindi di autentiche voci retributive non corrisposte in
denaro, ma in beni o servizi.

E la normativa oggi vigente prevede che tali beni o servizi di modico
valore, esattamente nel limite di € 258,23 per ciascun anno, non
costituiscono reddito per il lavoratore dipendente ed in caso di rapporto
di lavoro di durata inferiore all’anno non dovrà essere effettuato alcun
ragguaglio; diversamente, retribuzioni in natura di importo
complessivamente superiore al “tetto” formeranno reddito per il lavoratore
nel loro intero ammontare, ferma in ogni caso l’ integrale deducibilità
per il datore di lavoro del costo sostenuto per i buoni acquisto.

Quanto all’iva, ci pare che la detraibilità debba ritenersi circoscritta
ai buoni acquisto di costo unitario non superiore ad € 25,82, in aderenza,
cioè, al trattamento fiscale previsto per gli omaggi.

(r.santori)

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