Sediva News del 5 ottobre 2009

Il rapporto tra accertamento induttivo e studi di settore.

E’ noto che in occasione delle verifiche fiscali l’Agenzia delle Entrate
non si limita generalmente a riscontrare la congruità agli studi di settore
dei ricavi dichiarati dalle imprese sottoposte a controllo, ma spesso (anzi
sembra di poter dire che questa è ormai la regola), indipendentemente da
tale congruità e anche dalla correttezza delle scritture contabili, procede
all’accertamento induttivo dei ricavi – quello che, per intenderci,
ridetermina l’utile lordo praticato dai fornitori – motivandolo con una
generale “inattendibilità” di quelli dichiarati.

Ma una recentissima ordinanza della Corte di Cassazione sembra oggi lasciar
intravedere uno spiraglio a favore della prevalenza delle risultanze degli
studi di settore, perché questi ultimi “vanno preferiti ai parametri di cui
all’art. 39 del Dpr 600/73 (ndr: l’accertamento induttivo, appunto), attesa
la natura più raffinata del nuovo mezzo di accertamento, desumibile dalla
normativa stessa che lo ha introdotto”.

In pratica, stando all’assunto della Suprema Corte, l’Amministrazione
dovrebbe ora fornire un’adeguata motivazione circa la fondatezza di un
accertamento induttivo in presenza di ricavi congrui rispetto agli studi di
settore, non potendo più riferirsi genericamente a quella pretesa
inattendibilità dei ricavi dichiarati.

Tale principio, peraltro, deve essere coordinato con la norma introdotta
nel 2007, ma con efficacia sin dall’anno di imposta 2006, secondo cui
l’accertamento induttivo può essere effettuato soltanto nel caso in cui i
maggiori ricavi accertati siano superiori al 40% di quelli dichiarati e
comunque ad € 50.000,00.

In altri termini, pare che il legislatore abbia voluto introdurre un limite
quantitativo oltre il quale ammettere l’accertamento di ulteriori ricavi,
che perciò, alla luce di questa ordinanza della Cassazione, dovrebbe ora
essere congruamente motivato.

(s.lucidi)

La SEDIVA e lo Studio Bacigalupo Lucidi prestano assistenza contabile, commerciale e legale alle farmacie italiane da oltre 50 anni!