Sediva News del 2009

Il decreto incentivi “rafforza” con i mobili d’arredo il bonus del 36%

Come abbiamo segnalato a tempo opportuno, il c.d. “decreto incentivi” (D.L.
5/2009, convertito con modificazioni in L. 33/2009) ha irrobustito gli
sconti fiscali spettanti a chi effettua interventi di recupero del
patrimonio edilizio (e che danno notoriamente diritto alla detrazione Irpef
del 36%), inserendo in pratica nel restauro – sia pure con certi limiti –
anche l’arredamento dell’unità abitativa in fase di ristrutturazione.
In particolare, questo ulteriore beneficio riguarda le sole
ristrutturazioni iniziate – secondo quanto, attenzione, ritualmente
comunicato al C.O. di Pescara – dal 1° luglio 2008 in poi, riconoscendo ai
proprietari anche una detrazione irpef pari al 20% delle spese effettuate
dal 7/2/09 (non prima di tale data) al 31/12/09 (non oltre tale data) per
l’acquisto di mobili, di elettrodomestici di classe energetica non
inferiore ad A+, nonché di apparecchi televisivi e computer destinati ad
arredare l’immobile oggetto dell’intervento; la detrazione è da spalmare in
n. 5 quote annuali (invece delle ormai canoniche 10 rate) ed è calcolata su
un tetto di spesa di 10.000 euro, cosicché, questo sconto non può in
sostanza superare 2.000 euro.
Dagli elettrodomestici, però, devono essere esclusi i frigoriferi, i
congelatori e le loro combinazioni dato che per questi beni spetta tuttora,
per le spese sostenute in ordine ad essi fino al 31.12.2010, la “vecchia”
detrazione del 20% introdotta dalla Finanziaria 2007 e prorogata dalla
Finanziaria 2008.
Ma, come accennato, per documentare la data di inizio lavori bisogna tener
conto della comunicazione trasmessa al Centro Operativo di Pescara, la
quale – a questi fini – deve dunque recare una data di inizio successiva al
30 giugno 2008, anche se, poniamo, la comunicazione sia stata inviata
anteriormente.
Bisogna anche aggiungere che gli interventi di ristrutturazione che danno
diritto a questo ulteriore sconto per mobili ed elettrodomestici sono
soltanto – per ragioni comunque del tutto intuitive – quelli operati su
singoli appartamenti (cioè, su singole unità immobiliari residenziali), e
pertanto, nulla spetta a questo titolo né per gli interventi condominiali,
né per quelli di realizzazione di autorimesse o posti auto, né, infine, per
gli acquisti di unità abitative residenziali direttamente dall’impresa
costruttrice.
Naturalmente, chi esegue opere di ristrutturazione su più unità abitative
di sua proprietà potrà moltiplicare il nuovo sconto per il numero degli
appartamenti, ma sempre nel rispetto delle dette condizioni e nel tetto di
2000 euro per ciascuna unità.
Infine, esattamente come per le detrazioni irpef relative agli interventi
di ristrutturazione veri e propri, anche per conseguire questo ulteriore
bonus occorre che il pagamento degli acquisti sia effettuato tramite
bonifico bancario e/o postale dal quale risultino la causale del
versamento, il codice fiscale del soggetto che paga, nonché il codice
fiscale ed il numero di partita iva del beneficiario del bonifico.
(s.civitareale)

La SEDIVA e lo Studio Bacigalupo Lucidi prestano assistenza contabile, commerciale e legale alle farmacie italiane da oltre 50 anni!