Convertita in legge la ”manovra estiva” 2009 (prima parte)

Come si sarà rilevato anche dalla stampa quotidiana, è stato convertito con
la l. n. 102 del 03/08/09 (in G.U. del 04/08/09) il d.l. n. 78/09
contenente gli ennesimi “provvedimenti anticrisi” (v. Sediva News del 03 e
06/07/2009).

Queste le principali novità introdotte in sede di conversione.
1. Detassazione degli utili reinvestiti in macchinari (c.d. Tremonti Ter)
Nel confermare l’esclusione dal reddito imponibile dell’importo relativo
al 50% del valore degli investimenti in macchinari ed apparecchiature
compresi nella divisione 28 della tabella Ateco ed effettuati nel periodo
compreso tra il 01/07/2009 ed il 30/06/2010 (v. Sediva News del
03/07/2009), la legge di conversione ha precisato che per ottenere
l’agevolazione i detti macchinari ed apparecchiature dovranno essere
“nuovi”, in grado, pertanto, di incrementare la produzione industriale;
inoltre, attenzione, la norma potrà essere fatta valere soltanto in sede
di saldo delle imposte (esclusa l’irap) dovute per gli anni 2009 e 2010
(perciò per il versamento da effettuare a giugno 2010 per i redditi 2009
e a giugno 2011 per i redditi 2010), e quindi l’agevolazione non
consentirà di “ridurre” gli acconti di imposta dovuti nel prossimo
novembre e/o a giugno 2010.
Ricordiamo che, in linea di massima, i beni che possono interessare la
farmacia sono: frigoriferi, congelatori, condizionatori, caldaie per
riscaldamento, robot, montacarichi, scale automatiche, macchine per la
pulizia, macchine per ufficio (esclusi i computer), bilance.
2. Comparto farmaceutico
Fermo il taglio per l’anno 2010 del fondo sanitario per 800 milioni di
euro, una disposizione aggiunta in sede di conversione – con il comma 3
bis – all’art. 22 del d.l. prevede (accogliendo in sostanza, ci pare,
specifiche richieste di Federfarma) che le farmacie continueranno bensì a
concorrere al ripiano di eventuali “sforamenti” (che purtroppo si
profilano al momento più che probabili…) del tetto complessivo di spesa –
ridotto appunto al 13,3% del finanziamento del SSN – ma non alla “quota
di sforamento imputabile alla spesa per farmaci acquistati presso le
aziende farmaceutiche dalle aziende sanitarie locali e da queste
distribuiti direttamente ai cittadini”, perché tale quota viene
espressamente “posta a carico unicamente delle aziende farmaceutiche
stesse in proporzione ai rispettivi fatturati per farmaci ceduti alle
strutture pubbliche”.
3. Limiti alla compensazione dei crediti iva
È stata ribadita la disposizione secondo cui l’eventuale compensazione di
un credito iva (risultante dalla relativa dichiarazione annuale) per un
importo superiore ad € 10.000 con eventuali altri tributi dovuti, potrà
essere effettuata – a partire, però, dal 1 gennaio 2010 (e questa è una
prima novità della legge di conversione) – soltanto: a) a decorrere dal
giorno 16 del mese successivo a quello della presentazione della
dichiarazione stessa o dell’istanza da cui il credito emerge; e b)
mediante l’utilizzo di particolari procedure telematiche messe a
disposizione dal Fisco.
Quindi, dato che la dichiarazione annuale può essere presentata anche in
via anticipata e separata rispetto al Mod. Unico, e cioè dal I febbraio
dell’anno successivo a quello di riferimento, nel concreto il recupero
dell’eventuale credito Iva a compensazione di altri tributi potrà essere
effettuato a decorrere dal 16 marzo.
Inoltre, per importi superiori ad € 15.000 (e non più ai detti € 10.000 e
questa è un’ulteriore novità), la compensabilità è subordinata ad un
visto di conformità rilasciato da commercialisti, ragionieri, consulenti
del lavoro, ma anche dai Caf e dai soggetti iscritti nel ruolo degli
esperti della Camera di Commercio.
Resta altresì fermo l’inasprimento delle sanzioni e l’inoperatività del
beneficio della loro riduzione in caso di pagamento spontaneo (v. Sediva
News del 06/07/2009).
4. Banche
Dopo un acceso dibattito tra Governo e Abi (peraltro riportato anche
dagli organi di informazione), è stato confermato che l’ammontare della
remunerazione dovuta alle banche in sostituzione della famigerata
commissione di massimo scoperto non può superare (e quindi il cliente
deve battersi perché sia addirittura inferiore) la misura dello 0,5% per
trimestre degli affidamenti concessi (utilizzati e non utilizzati); il
corrispettivo dovuto per gli eventuali sconfinamenti – che in un primo
momento il Governo aveva intenzione di ricomprendere nello 0,5% – saranno
invece oggetto di accordi tra l’istituto bancario e il correntista.
Fortunatamente è rimasta così com’era anche l’importante disposizione del
d.l. secondo cui a decorrere dal 1° novembre 2009 “la data di valuta per
i beneficiari dei bonifici, assegni circolari e bancari non può mai
superare, rispettivamente, uno, uno e tre giorni lavorativi successivi
alla data di versamento” , mentre “la data di disponibilità economica per
il beneficiario non può mai superare, rispettivamente, quattro, quattro e
cinque giorni lavorativi successivi alla data del versamento”.
È prevista, inoltre, a favore dei clienti un’ipotesi di risarcimento per
il caso in cui la “surrogazione del mutuo” (con il subentro, cioè, di un
istituto bancario ad un altro nella veste di mutuante) non si perfezioni
entro 30 giorni dalla richiesta.
Sempre in tema, infine, va segnalata l’avvenuta sottoscrizione di un
accordo tra Ministero dell’Economia, banche e associazioni sindacali
imprenditoriali per la sospensione per un periodo di 270 giorni del
pagamento della sorte capitale riferita ad eventuali finanziamenti alle
piccole e medie imprese (fermo naturalmente il pagamento degli interessi
dovuti); lo scopo dichiarato dell’intesa è quello evidentemente di
“ridare fiato” alle esangui casse di queste realtà produttive (al momento
risulta che abbiano aderito oltre l’80% degli istituti bancari).
5. Ricapitalizzazione delle società
Le società di capitali e di persone che delibereranno formalmente aumenti
di capitale sociale sottoscritti da soci persone fisiche (compresi,
perciò, i titolari di farmacia in forma individuale che conferiscano
l’esercizio in una snc o sas preesistente con il contestuale aumento del
capitale sociale di quest’ultima) entro sei mesi dalla data di entrata in
vigore della legge di conversione, e quindi entro il 5 febbraio 2010,
potranno usufruire per cinque anni di una riduzione dell’imponibile pari
al 3% dell’incremento del capitale fino ad un massimo di € 500.000; in
pratica, l’importo massimo escluso dalle imposte potrà essere di € 15.000
(500.000 x 3%) per anno (e per cinque anni) a decorrere dal periodo
d’imposta nel corso del quale è stato perfezionato l’aumento di capitale
sociale.
Tali aumenti potranno essere effettuati mediante conferimenti di denaro
(ed in tal caso è necessario versare almeno il 25% del relativo importo
al momento della sottoscrizione) o di beni in natura (comprese, come
detto, le aziende) o crediti, mentre sono esclusi i conferimenti di
prestazioni d’opera o servizi.
(continua)

(s.lucidi)

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