Sediva News del 24 luglio2009

La remunerazione del lavoro (anche estivo) occasionale.

Nel corso del 2009 è stato modificato il decreto legislativo del 2003
avente ad oggetto la remunerazione ed il versamento dei contributi e premi
assicurativi dovuti per le prestazioni occasionali di tipo accessorio, che
la legge ora definisce come le attività rese nell’ambito di lavori
domestici, di giardinaggio, di pulizia e/o manutenzione di edifici, strade,
parchi e monumenti, di insegnamento privato, di manifestazioni culturali,
sportive, fieristiche o caritatevoli, di consegna “porta a porta” e/o
della vendita ambulante di stampa quotidiana.
Inoltre vi rientrano quelle effettuate in qualsiasi settore produttivo
(comprese dunque le farmacie) da pensionati, nonché – nelle giornate
cadenti il sabato e/o la domenica (e/o in altre festività?) ovvero, si
badi bene, durante i periodi di vacanza – da parte di giovani con meno di
25 anni iscritti ad una università o ad una scuola.
Vi rientrano, infine, ed è anch’essa una novità del tutto peculiare, le
prestazioni rese a favore/per conto/nell’interesse di imprese familiari che
svolgono la loro attività nell’ambito del commercio, turismo e servizi, e
pertanto deve ritenersi anche qui inclusa la farmacia, naturalmente quando
ne sia titolare una persona fisica che la conduca appunto in regime di
impresa familiare.
Il compenso-limite annuo (nel rapporto tra uno stesso committente ed uno
stesso lavoratore) previsto per le dette prestazioni occasionali di tipo
accessorio (oltre il quale, pertanto, la tipologia lavorativa cambia e può
diventare – attenzione – ordinario rapporto di lavoro autonomo, oppure
ordinario rapporto di lavoro dipendente) non può essere superiore ad €
5.000, o ad € 10.000 per le prestazioni rese a favore di imprese familiari,
e va liquidato necessariamente mediante voucher di valore unitario pari ad
€ 10, che il committente può acquistare attraverso l’Inps per via
telematica o cartacea (di questi 10 euro, 7,5 sono destinati al lavoratore
in totale esenzione fiscale, mentre i residui 2,5 euro sono riversati
all’Inps e all’Inail per contributi e premi assicurativi).
Il voucher, che è disponibile anche in formato multiplo da € 50 ciascuno,
potrà poi essere riscosso dal beneficiario presso un qualsiasi ufficio
postale.
Come si vede, quindi, uno stesso committente (ad esempio il titolare di
farmacia) può avvalersi nel corso di un anno di più prestatori occasionali
di tipo accessorio (rientranti, beninteso, in una o più categorie sopra
elencate), purché non corrisponda a nessuno di loro un compenso complessivo
superiore a € 5.000 (lordi, corrispondenti per il lavoratore ad € 3.750
netti), ovvero a € 10.000 se si tratta di impresa individuale gestita
sottoforma di impresa familiare, mentre, da par suo, uno stesso prestatore
occasionale potrà svolgere una o più delle descritte attività anche per più
committenti nello stesso anno, sempre evitando di percepire, da ciascuno,
voucher di ammontare complessivamente superiore ai detti limiti.
In conclusione, ci pare che, soprattutto per le farmacie che – ubicate in
località di villeggiatura – abbiano necessità di personale supplementare
per far fronte al periodo estivo, questa sia una buona opportunità da
cogliere, perché consente di potersi avvalere di lavoratori occasionali
senza troppi problemi fiscali e/o contributivi.

(gio.bacigalupo)

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