Sediva News del 22 luglio 2009

Detrazione degli interessi passivi sul mutuo ipotecario da parte dell’erede
– QUESITO

In caso di decesso del mutuatario, l’erede può detrarre gli interessi
passivi del mutuo contratto per l’abitazione principale?

Su questa agevolazione fiscale è necessario ricordare che l’attuale
disciplina prevede una detrazione dall’imposta sul reddito delle persone
fisiche pari al 19% degli interessi passivi (e relativi oneri accessori,
come l’onorario e le spese notarili inerenti alla stipula del contratto di
mutuo), e sia pure con il tetto di 4.000 euro, soltanto se inerenti a
mutui – garantiti da ipoteca immobiliare – contratti per l’acquisto
dell’unità immobiliare.

L’appartamento, come sappiamo, va però adibito ad abitazione principale
entro un anno dall’acquisto, il quale, a sua volta, deve essere effettuato
nell’anno antecedente o successivo alla data di stipula del contratto di
mutuo.

Va anche rammentato (v. in particolare Sediva News del 04/09/2007) che, a
partire dal 2001, per «abitazione principale» si intende quella nella quale
il contribuente (o i suoi familiari) dimora(no) abitualmente, e
aggiungiamo anche, per completezza di informazione, che la nozione di
abitazione principale contiene in sé il concetto di “unicità”, dato che
evidentemente non si possono avere più “abitazioni principali” nello stesso
momento.

E, quanto al caso di decesso del mutuatario, il diritto alle detrazioni
cui si è appena accennato si trasmette bensì all’erede, ma a condizione che
egli proceda all’accollo del mutuo ipotecario e che, attenzione, adibisca
l’immobile ricevuto per successione a propria abitazione principale (o dei
suoi familiari) entro un anno dalla formalizzazione, appunto,
dell’accollo.

(m.giovannini)

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