Le proposte di compensazione tra crediti d’imposta ed eventuali debiti
verso il Fisco.

Stanno per essere inviate dai Concessionari per la riscossione dei tributi
delle lettere indirizzate ai contribuenti che risultino debitori verso il
Fisco in conseguenza dell’avvenuta notifica di cartelle di pagamento
scadute, nelle quali viene proposta una compensazione di queste posizioni
debitorie con eventuali crediti d’imposta emergenti da precedenti
dichiarazioni dei redditi.

L’accettazione della proposta è ovviamente libera, frutto quindi di una
scelta (almeno sul piano formale) del tutto volontaria, ed in caso di
adesione il Concessionario invia al contribuente la relativa quietanza;
diversamente, decorsi ottanta giorni dalla consegna della proposta di
compensazione, il recupero coattivo delle somme iscritte a ruolo
continuerà il suo corso.

Ora, scendendo nel concreto, è evidente che, prima di prestare qualsiasi
adesione, è necessario verificare la fondatezza del debito erariale (che
infatti in qualche caso può rivelarsi addirittura sconosciuto, perché, ad
esempio, al contribuente non è mai pervenuta alcuna cartella di
pagamento…), così da poter contestare presso l’Agenzia delle Entrate
territorialmente competente – ove del caso – gli asseriti debiti nei
confronti dell’Erario.

I precedenti in tale direzione sono numerosi (sia pure in vicende diverse
da questa) ed è quindi opportuno, senza farsi ingolosire più di tanto dalla
suggestione della compensazione che viene proposta, verificare
accuratamente le pretese dell’Amministrazione finanziaria.

(s.lucidi)

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