Sediva News del 19 marzo 2009

Il classamento immobiliare dell’Agenzia del Territorio.

A qualcuno sarà certamente capitato di ricevere dall’Agenzia del Territorio
(già UTE: Ufficio Tecnico Erariale) un avviso contenente i nuovi dati di
classamento di immobili di proprietà.

Generalmente vengono attribuiti all’unità immobiliare semplicemente una
categoria (A/2, A/3, A/7, ecc.) ed una classe necessarie alla
determinazione della rendita catastale, che costituiranno poi la base per
la determinazione dell’ammontare fiscalmente imponibile corrispondente
all’immobile, ai fini quindi del calcolo dell’Ici, delle imposte dirette
dovute in sede di dichiarazione annuale (come l’Irpef), di quella di
registro da liquidare in occasione del trasferimento dell’unità.

Senonché, ha chiarito una recente sentenza della Cassazione, questi
elementi non bastano perché l’atto di classamento possa considerarsi
sufficientemente motivato, non mettendo il contribuente, secondo la Suprema
Corte, “in condizione di tutelarsi mediante ricorso alle Commissioni
Tributarie, atteso che esso è incontestabilmente un provvedimento di natura
valutativa, integrante un atto di accertamento il quale, come tale, deve
essere motivato”.

Sarà dunque il caso di guardare con un po’ di attenzione a questi avvisi,
specie nelle ipotesi (piuttosto frequenti, per la verità) di aumento della
rendita catastale, perché potrebbero rivelarsi fondatamente impugnabili.

(s.lucidi)

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