Sediva News del 16 marzo 2009
Definitiva l’aliquota iva al 10% per le ristrutturazioni edilizie.
L’efficacia della norma che disponeva – per le ristrutturazioni edilizie –
l’aliquota iva agevolata del 10%, come si ricorderà, era destinata a
cessare alla data del 31/12/2010.
Senonché, dopo lunghe battaglie all’interno dell’Ecofin, si è finalmente
raggiunto in sede europea un accordo che consente ai singoli Stati membri
di stabilire permanentemente in certi settori economici un’aliquota
iva ridotta, inferiore cioè a quella ordinaria in campo UE che è pari al
15%.
L’elenco dei settori in questo senso agevolati (scaturito, come è facile
comprendere, dal classico “tira e molla” tra Paesi: la Francia, ad esempio,
spingeva per la ristorazione, l’Italia per l’edilizia, e così via) è in
ogni caso tassativo, e – almeno per il momento – comprende, oltre a
ristrutturazioni edilizie e riconversioni abitative, anche altri comparti
dove generalmente è prevalente la manodopera, come quello delle riparazioni
di biciclette, di scarpe, di vestiti e di tappezzeria, ovvero i servizi di
parrucchieri, lavavetri, ristoranti, libri e cure alla persona.
Per le attività incluse in questa lista, dunque, il singolo Stato potrà
derogare al ricordato principio comunitario e fissare un’aliquota
inferiore al 15%, che – per le ristrutturazioni edilizie – l’Italia ha
già determinato appunto nel 10%, la quale sarà pertanto, come detto,
l’aliquota iva permanentemente in vigore nel nostro Paese.
(s.civitareale)
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