Sediva News del 10 marzo 2009

La macchinetta del caffè in farmacia – QUESITO

Ho intenzione di installare nella mia farmacia una macchinetta del caffé a
disposizione gratuitamente dei dipendenti e dei clienti. Che benefici
fiscali potrei avere?

L’Agenzia delle Entrate, con una risoluzione di alcuni anni fa, ha
equiparato al distributore automatico di bevande anche gli apparecchi
funzionanti “a cialde” (del resto essi pure automatici), e quindi l’iva
pagata dalla farmacia – su fattura, evidentemente – alla ditta fornitrice
delle dosi di caffé o simili è ammessa integralmente in detrazione.

Quanto alle spese di installazione di uno di questi apparecchi (che, per
la verità, “distribuiscono” generalmente caffè di buona qualità, come noi
stessi possiamo constatare quotidianamente perché i nostri uffici ne
dispongono da tempo…), sono in sostanza inesistenti dato che di regola
vengono concessi in comodato dallo stesso fornitore di “cialde”, il quale
provvede poi direttamente anche alla sua manutenzione.

Diversamente – quando, cioè, l’azienda opti, ad esempio, per una
macchinetta “fai da te”- l’iva sulla fornitura di caffé sarebbe invece
indetraibile, come in principio (l’eccezione è appunto costituita dal
distributore automatico collocato nel locale aziendale) è indetraibile
l’imposta pagata per gli acquisti di alimenti e bevande (che tuttavia non
vanno confusi con le spese per alberghi e ristoranti in ordine alle quali,
come sappiamo, è stato recentemente restituito a professionisti e imprese
il diritto alla detrazione anche dell’iva).

Sul versante, infine, delle imposte dirette, il costo della fornitura del
caffé – rientrando tra le spese relative ad opere o servizi utilizzabili
dalla generalità dei dipendenti (oltrechè, come nel Suo caso , dalla
clientela) – è deducibile dal reddito della farmacia fino a concorrenza
del 5 per mille dell’ammontare delle spese per il lavoro dipendente
complessivamente sostenute in uno stesso anno, cosicché in pratica
diventa in genere integralmente deducibile (d’altro canto, i caffé bevuti
dai dipendenti non costituiscono in alcun modo per loro un compenso in
natura da assoggettare a ritenuta, né ai fini fiscali, né ai fini
previdenziali).

(s.civitareale)

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