Sediva News del 24 febbraio 2009

Ausiliari del traffico: la Cassazione ne limita i poteri

La II Sez. Civ. della Cassazione, nell’accogliere il ricorso di un
cittadino contro un verbale di contestazione per infrazione al Codice
della Strada, è intervenuta autorevolmente su un tema sempre molto
dibattuto, come è quello dei c.d. Ausiliari del Traffico.

Pronunciandosi infatti sull’argomento, la Suprema Corte ha annullato il
verbale, appunto di un Ausiliario, emesso per divieto di sosta a carico
di un’autovettura parcheggiata su un marciapiede, chiarendo – in itinere –
punti fondamentali della specifica disposizione di legge riguardante gli
Ausiliari , e secondo cui “i comuni possono con provvedimento del sindaco
conferire funzioni di prevenzione e accertamento delle violazioni in
materia di sosta a dipendenti comunali o delle società di gestione dei
parcheggi limitatamente alle aree oggetto di concessione”.

E’ evidente – premette sostanzialmente la sentenza – che il legislatore,
in presenza e con riguardo a particolari esigenze del traffico cittadino,
quali la gestione delle aree di parcheggio e l’esercizio del trasporto
pubblico, ha determinato che tali funzioni, obiettivamente pubbliche,
possano essere eccezionalmente esercitate anche da soggetti privati in
virtù della delicatezza del problema della sosta e dei parcheggi.

Senonchè, proprio per l’ eccezionalità delle vicende in cui essa contempla
l’affidamento di funzioni pubbliche, la norma deve intendersi di stretta
interpretazione, tale quindi da non consentire letture estensive del suo
ambito applicativo; cosicchè, l’affidamento “appare strumentale rispetto
allo scopo di garantire la funzionalità dei posteggi, che concorre
senz’altro a ridurre, se non ad evitare, il grave problema del
congestionamento della circolazione nei centri abitati”, l’esercizio delle
funzioni stesse può rivolgersi soltanto alle violazioni in materia di
sosta e limitatamente alle aree oggetto di concessione.

Stesso discorso, prosegue la Cassazione, vale dunque anche per gli
Ausiliari dipendenti dalle società di trasporto pubblico di persone, che
sono quindi autorizzati ad elevare contravvenzione soltanto “per soste o
circolazione nelle corsie riservate al trasporto pubblico”.

Niente di più, niente di meno.

Laddove, come nel caso deciso dalla Corte, la violazione consista in
condotte diverse da quelle che intralciano la funzionalità del parcheggio o
della circolazione in aree oggetto di concessione, ovvero che attengono
alla circolazione in corsie riservate a mezzi pubblici, l’accertamento può
essere compiuto esclusivamente dagli agenti indicati dal Codice della
strada all’ art.12 (Forze di polizia, Vigili Urbani ecc.).

Quindi, verbale annullato e ricorso accolto, anche se non sempre i cavilli
giuridici raggiungono risultati etici , come è vero che non è forse
eticamente accettabile che un cittadino che abbia parcheggiato la sua
vettura su un marciapiede riesca alla fine dei conti a farla franca.

(v.salimbeni)

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