Sediva News del 29 gennaio 2009

L’accertamento fiscale per la via del redditometro.

Sappiamo tutti che il redditometro fu introdotto dalla norma tributaria al
fine esclusivo della “migliore” determinazione del reddito complessivo
delle persone fisiche, perché fondato su elementi e circostanze indicativi,
anche indirettamente, di capacità contributiva, tant’è che nel 1992, con un
apposito decreto, furono individuati dei coefficienti da applicare alle
spese sostenute dal contribuente nell’ambito del proprio “tenore di vita”.

Con la “manovra estiva” 2008 il Fisco, come abbiamo ricordato a suo tempo,
ha rispolverato il redditometro per tentare di smascherare i soliti “falsi
poveri”, quelli cioè che, disponendo di beni di lusso e/o tenendo in ogni
caso un importante “tenore di vita”, dichiarano redditi incompatibili, per
la loro modestia, con quest’ultimo.

Originariamente il redditometro considerava rilevanti allo scopo (nel senso
che il reddito veniva ricostruito con un ricalcolo meramente aritmetico)
questi beni o servizi: aerei; navi e imbarcazioni da diporto; autoveicoli;
motocicli superiori a 250; autocaravan; roulotte; residenze principali e
secondarie; collaboratori familiari; cavalli da corsa o da equitazione;
polizze assicurative, escluse quelle sui veicoli, sulla vita e sugli
infortuni.

Non era comunque decisivo il profilo della “proprietà” del bene, ma la sua
“disponibilità”, e quindi, ad esempio, l’utilizzo di una autovettura
intestata alla nonna del contribuente rientrava comunque nei calcoli del
redditometro per quest’ultimo.

Invece, il redditometro ripreso ora dal Fisco per il triennio 2009-2011
viene ampliato e nel contempo opportunamente modificato, riferendolo non
più al soggetto singolo, ma, diciamo, alla “famiglia fiscale”, e dunque, se
il marito della contribuente possiede un’auto di rilievo, ma non dichiara
redditi, si guarda a quelli della moglie.

Per questo triennio, però, l’Agenzia delle Entrate, la Guardia di Finanza e
i Comuni terranno in particolare considerazione, oltre agli elementi che
abbiamo sopra indicato, anche le spese per: viaggi e soggiorni in Italia e
all’estero; crociere; cerimonie per banchetti in occasione di nozze o altre
ricorrenze; l’iscrizione ad un club esclusivo; particolari utenze di costo
elevato; scuole o lezioni private; disponibilità di riserve di caccia o di
pesca.

L’elencazione del Fisco non è tuttavia ben definita perché dovrà essere
considerata anche ogni altra manifestazione di ricchezza, come corsi di
equitazione o di vela, abbonamenti a canali satellitari (sic!), ecc, anche
se non presa in considerazione dagli elenchi ufficiali; è vero che per
queste tipologie particolari di spesa non c’è in realtà una banca dati da
cui attingere elementi probanti o univoci (come potrebbe essere il Catasto,
il Pubblico Registro Navale o quello Automobilistico), ma proprio per
questo le notizie al riguardo possono essere fornite da movimentazioni
bancarie, particolari indagini, ecc.

E sempre per il triennio 2009-2011 il reddito non verrà più (ri)determinato
sulla base dei calcoli meramente aritmetici cui si è accennato, ma a
seguito di valutazioni degli uffici fiscali in funzione delle somme spese
per attività specifiche, cosicché, poniamo, l’iscrizione ad una scuola
privata dal costo di 6.000 annui non potrà essere spiegata con un reddito
dichiarato di soli 20.000 euro. E, considerato il momento di crisi che
stiamo vivendo, la determinazione del reddito imponibile effettuata anche
su queste basi di puro “buon senso” è stata accolta con favore
dall’opinione pubblica, perché combattere l’evasione vuol dire anche, per i
contribuenti corretti, pagare meno imposte.

Esistono però ulteriori circostanze che possono anch’esse contribuire a
formulare il “migliore” accertamento, come, ad esempio: i finanziamenti di
una banca; la vendita di beni immobili; la riscossione di liquidazioni;
l’utilizzo di somme di denaro derivanti da eredità, successioni o vincite;
i redditi tassati in misura secca alla fonte; la realizzazione di
plusvalenze non soggette ad imposte, come la vendita di beni posseduti da
più di cinque anni; i redditi agrari, determinati, come è noto, su base
catastale anziché effettiva.

In ogni caso, per concludere, argomenti favorevoli e utili – per non dire
decisivi – per il Fisco saranno sicuramente gli accertamenti bancari, che
potranno permettere, tra l’altro, anche di stabilire la provenienza di
somme rilevanti affluite nei conti correnti, sui quali, pertanto, l’evasore
dovrà prestare sempre più vigile attenzione.
(f.lucidi)

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