Sediva News dell’11 luglio 2008

Sul contratto di inserimento

Questa tipologia contrattuale – che notoriamente ha sostituito i vecchi
contratti di formazione e lavoro – sta trovando, a differenza di questi
ultimi, una buona area di applicazione nelle imprese (comprese le
farmacie), perché meno onerosa dal punto di vista contributivo (e anche
retributivo) oltre ad essere più favorevole sotto l’aspetto della durata,
ed è quindi opportuno tornare ancora una volta sui suoi profili
essenziali.

Il contratto di inserimento, che – ricordiamo – consente alla farmacia di
assumere il lavoratore a due livelli retributivi inferiori a quello che gli
spetterebbe in base alle mansioni assegnate, richiede in primo luogo la
forma scritta, pena la sua automatica trasformazione – ormai lo sappiamo
bene, perché questa è una conseguenza pressoché generalizzata in tutte le
nuove tipologie lavorative introdotte dalla Riforma-Biagi – in un rapporto
a tempo indeterminato.

Il contratto (che può riguardare anche orari part time ) deve precisare la
durata del rapporto (che non può eccedere i 18 mesi, nè essere inferiore a
9), prevedere un piano di inserimento (da cui la definizione di questa
tipologia) del lavoratore alla scadenza convenuta e specificare il numero
delle ore destinate alla formazione teorica, che tuttavia non può essere
inferiore a 16 per ciascun mese.

I soggetti assunti con il contratto di inserimento possono essere:
lavoratori di età compresa tra i 18 e i 29 anni; disoccupati da più di 12
mesi con età tra 29 e 32 anni; disoccupati ultracinquantenni; disoccupati
da oltre due anni, senza limiti di età; persone affette da handicap;
lavoratrici da occupare in aree con basso tasso di occupazione femminile;
lavoratori da occupare in aree ad elevata disoccupazione; lavoratori
affetti da deficit cognitivi o motori e diversamente abili, che presentino
una riduzione della capacità lavorativa superiore al 45%, purchè accertata
dalle apposite commissioni mediche istituite presso le Asl.

Nei confronti di tutti questi soggetti, fatti soltanto salvi i giovani tra
18 e 29 anni, sono previste agevolazioni contributive per le imprese
rientranti – come le farmacie – nel settore commerciale, e che consistono
in una riduzione del 40% degli oneri contributivi a carico del datore di
lavoro.

La formazione che deve essere impartita al lavoratore prevede anche
nozioni di prevenzione antinfortunistica, di disciplina del rapporto del
lavoro in genere e di organizzazione aziendale.

Alla scadenza del contratto, e questo è naturalmente un profilo
importante, non c’è alcun obbligo di mantenere in servizio il prestatore di
lavoro, anche se, laddove l’impresa non trasformi a tempo indeterminato una
certa percentuale di lavoratori assunti con contratto di inserimento, non
potrà procedere a nuove assunzioni con questa tipologia.
(gio.bacigalupo)

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