Sediva News del 3 luglio 2008

Dal Mondo-Paghe

Dal Parlamento:
Rafforzate le tutele per le lavoratrici madri ed i lavoratori padri
Con la l. n.101 del 6/06/2008 (che ha convertito il d.l. 59/2008), il
Parlamento, rafforzando ulteriormente le (già ampie) tutele previste per le
lavoratrici-madri ed i lavoratori-padri, ha voluto loro garantire
espressamente, al rientro dal congedo obbligatorio e/o facoltativo (il
primo dura cinque mesi ed il secondo può durare per non oltre i sei mesi
successivi al compimento del quinto) di tutti i benefici di cui
avrebbero goduto se non si fossero assentati dal lavoro durante quel
periodo.
In particolare, fermo naturalmente il diritto della lavoratrice-madre (e/o
del lavoratore -padre) di rientrare nello stesso reparto di lavoro e di
restarvi fino al compimento di un anno di età del bambino, viene dunque ora
sancito a loro favore anche il diritto di accedere agli eventuali
miglioramenti delle condizioni di lavoro, ove stabiliti – durante il
periodo di congedo – dai contratti collettivi, dalla legge e dai
regolamenti.
La ricordata normativa, allineandosi a quella comunitaria in materia, pone
inoltre a carico del datore di lavoro l’onere di provare l’insussistenza di
eventuali discriminazioni in tal senso denunciate dalla lavoratrice o dal
lavoratore.

Dal Tribunale
Nullità del Contratto di Co.Co.Pro. per genericità del progetto
Abbiamo già parlato dell’importanza del profilo squisitamente progettuale
che inerisce alla co.co.pro, ma è il caso di tornarvi perché la farmacia fa
spesso ricorso a questa tipologia lavorativa.
Questa volta merita di essere segnalata una recente sentenza del Tribunale
di Benevento che ha disposto, su ricorso di un lavoratore, la nullità di un
contratto appunto di collaborazione coordinata e continuativa con modalità
a progetto, in quanto proprio il progetto si era rivelato in corso di causa
del tutto generico e privo di specificità, al punto da non consentire
l’identificazione dell’attività che il ricorrente avrebbe dovuto svolgere.
Il giudice di merito ha posto particolare attenzione sullo svolgimento di
quel rapporto di collaborazione, assumendo la sussistenza, da un lato, di
(troppo) puntuali direttive del datore di lavoro in ordine alla
giustificazione delle assenze del (preteso) collaboratore ed al loro
recupero e, dall’altro, di disposizioni, pure (troppo) puntuali, sugli
orari di lavoro da rispettare.
Una volta di più è dunque il caso di procedere ad una attenta analisi dei
contenuti concreti dei rapporti in essere tra la farmacia e lavoratori a
progetto, procedendo, laddove essi si presentino in termini facilmente
contestabili, a “convertirli” senz’altro in veri e propri rapporti di
lavoro subordinato.

(m.porry)