Sediva News del 24 giugno 2008

Il giudice competente sulle ganasce fiscali.

Come i più scrupolosi ricorderanno senz’altro, sull’individuazione del
giudice competente (il Tribunale civile o il TAR? questo era il problema…)
a conoscere le controversie riferite alle c.d. ganasce fiscali c’è stata
sino ad oggi grande incertezza, originata proprio dal famoso provvedimento
“Visco-Bersani” che, infatti, pur avendo affermato la giurisdizione delle
Commissioni tributarie, non chiariva affatto se tale giudice fosse
competente anche per il fermo amministrativo operato a seguito di debiti
non aventi natura tributaria (come, ad esempio, nel caso classico delle
contravvenzioni stradali richieste con cartella di pagamento rimasta
impagata).

La Corte di Cassazione (a Sezioni Unite, ovviamente) ha ora definitivamente
sciolto l’arcano, affermando che in questi casi la competenza è del giudice
ordinario, e riconoscendo la giurisdizione delle Commissioni per i soli
fermi conseguenti al mancato pagamento di somme di matrice fiscale.

Cosicché, per fare un altro esempio, laddove il Concessionario per la
riscossione dei tributi faccia scattare le ganasce fiscali per debiti
tributari e, contemporaneamente, per insolvenze diverse, lo stesso
provvedimento – quello di fermo amministrativo, cioè – dovrà essere
impugnato avanti due giudici diversi, e quindi sia alla Commissione (per
l’importo “fiscale”), sia al giudice ordinario (per l’ammontare residuo).

Certo, la decisione della Suprema Corte fa una volta per tutte chiarezza,
ma qualche complicazione in più per il contribuente ne deriva certamente.

(s.lucidi)

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