Sediva News del 21 maggio 2008

Agevolazioni per il risparmio energetico: un’occasione straordinaria per le
imprese.

Continuano a pervenirci (e ancor più dopo la pubblicazione della Sediva
news del 12/05/2008) parecchi quesiti sull’argomento, diretti soprattutto
a ricevere una conferma sul costo zero che può sostanzialmente comportare
– per un’azienda – la realizzazione di opere e/o impianti, ovvero
l’acquisizione di beni strumentali, finalizzate, l’una e l’altra, al
risparmio energetico.
In realtà, almeno per il triennio 2008/2010, le cose stanno generalmente
proprio così, perché al 55% di sconto fiscale che spetta a tutti (privati
ed imprenditori) si aggiunge, a favore delle imprese, il recupero per quote
di ammortamento dell’intero ammontare della spesa, fino a far conseguire a
queste ultime quel risultato di costo zero che rende particolarmente
appetibile questo genere di interventi (oltre alla detrazione dello sconto
fiscale, cioè, spetta all’impresa la deduzione per quote annuali del costo
dell’opera e/o dell’impianto).
Un esempio varrà più di tante illustrazioni tecniche.
Poniamo che un titolare di farmacia sostituisca il vecchio impianto di
riscaldamento dell’esercizio con un nuovo sistema di climatizzazione
invernale dotato di caldaia a condensazione (per ciò stesso, come noto,
agevolabile) e che la spesa complessiva della sostituzione ammonti a
15.000.
In tal caso, il bonus fiscale – pari qui a 8.250 (55%) – spetta per
intero, dato che per questo tipo di intervento l’importo-limite della
detrazione è 30.000; e però, l’ammontare totale di 15.000 (riferito sia
alle opere che ai beni), seppur non integralmente deducibile nell’anno di
realizzazione, viene “spalmato”nell’anno stesso e negli anni successivi
con un’aliquota di ammortamento (massima) del 15%, cosicché, ove si
utilizzi per ciascun anno tale aliquota, l’ammortamento dell’impianto si
sviluppa per sei anni con una quota annua di 2.250 e nel settimo con una
quota residua di 1.500.
Ora, ipotizzando un’aliquota irpef marginale per quel titolare di farmacia
del 43%, il risparmio d’imposta diventa pari – in ognuno dei primi sei anni
– a 967,50 e, nel settimo, pari a 645, per un risparmio complessivo di
imposte per 6.450.
Come si vede, perciò, l’operazione ha consentito alla farmacia di
“recuperare” sul piano fiscale un importo complessivo di 14.700
(8.250+6.450=), dunque praticamente pari alla spesa sostenuta.
Ad essere pignoli, bisognerebbe calcolare anche lo sconto finanziario
conseguente alla rateazione sia della detrazione del 55% (che
l’imprenditore può spendere, come sappiamo, in numero di rate annue da tre
a dieci), che delle deduzioni per quote di ammortamento; da un lato,
infatti, l’onere finanziario della spesa si sostiene interamente nel 2008,
mentre il recupero (attraverso la detrazione e le deduzioni di cui si è
detto) avviene nel 2008 soltanto pro quota, talché gli importi delle quote
annue successive (sia della detrazione del 55% che delle deduzioni delle
rate di ammortamento) dovrebbero essere attualizzati ai valori
naturalmente del 2008, così da ottenere un termine di comparazione
finanziariamente omogeneo.
Si tratta, tuttavia, di considerazioni economicamente poco rilevanti che
non possono quindi incidere più di tanto sui grandi vantaggi , per una
farmacia come per un’impresa in genere, che da questi interventi possono
derivare.

(Studio Associato)

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