Sediva News del 6 febbraio 2008

Tre domande sullo scontrino parlante – QUESITO

Vi sottopongo tre domande sullo scontrino parlante: è obbligatorio per il
cittadino recarsi in farmacia con la tessera sanitaria? quale codice
fiscale va indicato nel caso di genitore che acquista farmaci per i figli?
la fattura di vendita, infine, ha lo stesso valore dello scontrino
parlante?

Dal 1 gennaio 2008, ai fini della detraibilità fiscale della spesa per
farmaci sostenuta dal cliente, il farmacista deve (è un suo obbligo
giuridico, dunque, perché impostogli dalla norma tributaria) documentare
la vendita di medicinali con l’emissione dello scontrino parlante nel
quale, oltre alla natura, alla qualità e alla quantità dei prodotti e a
tutti gli altri elementi già prescritti come obbligatori dalla normativa
in materia di iva, deve essere stampato direttamente dal registratore di
cassa anche il codice fiscale dell’acquirente, che quindi non può più
essere riportato manualmente, neppure ricorrendo ad un timbro o simile.

Quanto all’utilizzo della tessera sanitaria per la lettura ottica e/o la
digitazione del c.f. sul registratore di cassa, potrà forse diventare una
consuetudine diffusa (anche se ci pare che la tessera sanitaria stia dando
qualche problema proprio sul versante c.f.), ma allo stato nessuna norma
impone al cittadino di recarsi in farmacia provvisto della tessera e anzi –
come ha chiarito recentemente il Ministero della salute – il cliente può
comunicare il proprio codice fiscale al farmacista anche con semplice
“dichiarazione verbale”.

Nel caso, poi, di una persona che effettui acquisti di medicinali per conto
e/o nell’interesse di soggetti diversi, la farmacia è obbligata ad
emettere tanti scontrini parlanti quanti sono i destinatari dei farmaci.

Se però il “delegato” acquista medicinali per familiari fiscalmente a suo
carico è indifferente che lo scontrino parlante venga emesso con
l’indicazione del codice fiscale, poniamo, del figlio o del coniuge –
come detto – a carico, oppure direttamente con il c.f. del contribuente
che porterà in detrazione la spesa, ma questa seconda soluzione è
preferibile perché semplifica un po’ le cose.

Infine, in alternativa allo scontrino parlante la farmacia può sempre
emettere la fattura di vendita senza, ovviamente, pregiudicare i benefici
fiscali per il soggetto interessato alla detrazione della spesa sanitaria
effettuata.

(s.civitareale)

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