Sediva News del 4 febbraio 2008

I corrispettivi di vendita se in farmacia manca la corrente… – QUESITO

Causa mancanza di corrente in farmacia ho attivato il registro sostitutivo,
ma i clienti chiedono lo stesso lo scontrino per poter scaricare
fiscalmente la spesa.
E’ necessario rilasciare una dichiarazione sostitutiva? Si deve battere lo
scontrino al ritorno della corrente annotando la doppia registrazione? O vi
sono altre soluzioni?

L’interruzione di erogazione di energia elettrica, come del resto anche un
qualsiasi guasto del registratore di cassa, impone la registrazione dei
corrispettivi riscossi nel registro di mancato funzionamento del
registratore di cassa (ed è quanto Lei ha fatto), con la conseguente
impossibilità, però, di documentare al cliente – ai fini della sua
detraibilità fiscale – la spesa sanitaria da lui sostenuta.

In questi casi, le giuste esigenze del cliente possono essere soddisfatte
soltanto con l’emissione di una vera e propria fattura di vendita, la quale
dovrà pertanto contenere tutti gli elementi imprescindibili di tale
documento, che – giova ricordarlo – sono i seguenti:

– dati completi della farmacia, comprensivi di codice fiscale e partita
iva;
– dati completi del cliente, inclusi il cod. fisc. (e la partita iva, se
egli ne è provvisto), perché dall’1/01/2008 non sono più ammesse
semplificazioni nella compilazione dell’elenco clienti e fornitori e
quindi è diventata obbligatoria l’indicazione per ciascun cliente sia del
codice fiscale che dell’eventuale partita iva;
– data di emissione e numero progressivo;
– nome, categoria merceologica e quantità dei beni venduti;
– imponibile, aliquota iva e ammontare dell’ imposta (ripartito tra le
eventuali diverse aliquote);
– totale del documento.

Invece, in caso di battuta – dopo il “ritorno” dell’energia elettrica –
dello scontrino per una vendita già annotata nel registro di mancato
funzionamento, si determinerebbe una duplicazione del corrispettivo con
conseguente maggior versamento di iva e di imposte, e perciò, non
foss’altro che per questo, la soluzione da Lei prospettata non è
percorribile.

Ecco perché, come detto, l’unico rimedio praticabile è quello
dell’emissione di fatture.

(v.pulieri)

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