Sediva News del 20 dicembre 2007

Ancora sulla tassazione dell’insegna.

La Sez. Trib. della Cassazione, dopo aver escluso (con una sentenza
dell’ottobre scorso) dalla superficie “utile” ai fini dell’imposta
quella occupata dalla cornice del mezzo pubblicitario, è tornata sul tema
con un’altra decisione chiarendo ulteriormente che “se la faccia
dell’impianto si compone, per esempio, di uno spazio destinato alla
pubblicità e di una cornice da esso distinta ed oggettivamente inidonea ad
essere utilizzata per la diffusione dei messaggi, l’imposta dovrà essere
commisurata soltanto in relazione al predetto spazio”.
E’ un principio che in sede applicativa può essere molto utile anche alle
farmacie che, non di rado, sono costrette a resistere a capziose
interpretazioni degli Enti impositori e dei Concessionari della riscossione
dirette ad estendere arbitrariamente la superficie tassabile delle
insegne.
Nella decisione si afferma anche che l’Ente impositore (il Comune, per
intenderci) non può derogare ai criteri di tassazione stabiliti dalla
legge (D.Lgs. 507/1993) neppure in sede di regolamento comunale; ed anche
questo, come è intuitivo, può ampliare in modo importante l’area
dell’impugnativa di atti di accertamento che siano fondati, in particolare,
su disposizioni comunali contrastanti con la disciplina legislativa
dell’imposta.
(Studio Associato)

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