Sediva News del 13 dicembre 2007

sul diritto dei nonni di vedere i nipoti

La Cassazione, con una sentenza molto recente e di indubbia rilevanza, ha
ribadito e difeso con fermezza il principio secondo cui anche i rapporti
nonni-nipoti possono rivestire estrema importanza nell’equilibrio del
bambino, e questo anche quando siano difficili quelli tra i primi e i
genitori dei secondi.

In particolare, con la sentenza n. 24423 del 23/11/2007, la Suprema Corte
ha dichiarato inammissibile il ricorso dei genitori di due bambini che, in
precedenza, avevano proposto reclamo alla Corte d’Appello di Roma avverso
il decreto con cui il Tribunale per i Minorenni incaricava il Servizio
Sociale di compiere attività di mediazione tra i genitori ed i nonni
materni e di organizzare, valutata la disponibilità dei minori, incontri
protetti con i nonni stessi, con l’obiettivo di dirimere la conflittualità
fino ad allora esistente.

Tra le varie argomentazioni poste al vaglio della Corte di legittimità, i
nonni (controricorrenti) avevano appunto eccepito l’inamissibilità del
ricorso assumendo la non definitività di quel decreto perché privo di
contenuto decisorio e quindi non idoneo a incidere su posizioni di diritto
soggettivo in conflitto.

Sul punto la Corte ha sostanzialmente confermato, come si è detto, una
tesi avanzata già in una precedente decisione, vale a dire che quando si
controverta sulla mera opportunità di consentire ai nonni contatti con il
nipote nonostante la contraria volontà dei genitori di quest’ultimo e/o
sulle concrete modalità con cui tale “diritto di visita” può o deve
esplicarsi, il ricorso per cassazione avverso il decreto della corte
d’appello si rivela inammissibile perché la valutazione della detta
opportunità, e/o delle dette concrete modalità, non acquista mai valore di
giudicato.

Il ricorso è, invece, ammissibile – sempre secondo la Cassazione –
allorché investe un profilo preliminare di puro diritto, cioè la questione
se – ove manchi una prova specifica del pregiudizio effettivo subito dal
minore per l’interruzione di qualsiasi rapporto con i nonni imposta dal
genitore – quest’ultimo sia libero, secondo il nostro ordinamento, di
insistere in tale suo atteggiamento come lecita estrinsecazione del suo
diritto-dovere di potestà sui figli minori, anche qualora – si badi bene –
egli non deduca (o non riesca, a sua volta, a provare) che il loro contatto
coi nonni sia nocivo per i figli stessi.

(gio.bacigalupo)

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