Sediva News dell’11 dicembre 2007

Cessioni di immobili: non è (al momento) “tracciabile” il pagamento rateale
– QUESITO

Sto per vendere un appartamento, parzialmente, a rate. Senonchè, oggi il
decreto-Bersani prevede che nelle cessioni immobiliari le modalità di
pagamento siano esplicitate per l’intero prezzo; e quindi, che cosa bisogna
indicare per i pagamenti rateali?

In realtà, il primo Bersani (art. 35, comma 21, D.L. 223/2006, convertito
in legge n. 248/2006) sanziona l’omessa “indicazione analitica (che va
resa al Notaio, tuttavia, con semplice dichiarazione sostitutiva di atto
di notorietà da inserire nel rogito) delle modalità di pagamento del
corrispettivo all’atto della cessione dell’immobile“.

Come si vede, tale obbligo – che riguarda dunque tutti gli elementi di
forma previsti, ad esempio, per i bonifici, gli assegni, ecc. – è
circoscritto temporalmente in modo espresso ai pagamenti intervenuti fino
alla data del rogito perché è soltanto a quel momento che le parti (ambedue
le parti, quindi) devono rendere la detta dichiarazione sostitutiva.

I versamenti successivi del prezzo di cessione, pertanto, saranno
evidentemente soltanto disciplinati quanto alla loro data di scadenza,
agli importi e, ove del caso, alle modalità in genere (senza cioè gli
estremi) dei vari pagamenti; nessuna loro tracciabilità, insomma.

A questa conclusione, del resto, giunge implicitamente anche l’Agenzia
delle entrate (circolare 6/E del 06/02/2007) quando chiarisce che
l’indicazione analitica dei pagamenti deve riguardare anche le somme
corrisposte prima della data del rogito, a titolo di caparra e/o acconto
prezzo, tacendo invece del tutto su quelle eventualmente versate dopo.

(s.civitareale)

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