Sediva News del 7 dicembre 2007

Non vi è obbligo di applicare il bollo sulla DCR – QUESITO

Pur a distanza di tanti anni, sembra che non tutti siano ancora d’accordo
sull’esenzione dall’imposta di bollo delle distinte contabili
riepilogative, ed anche la mia ASL ha parecchi dubbi al riguardo.
Vorrei avere una risposta, se possibile definitiva.

L’imposta di bollo non può essere dovuta sulla DCR, semplicemente perché
gli importi che vi sono indicati sono assoggettati ad IVA.
L’art. 6 della tabella degli atti esenti in modo assoluto dal bollo (all. B
al DPR 642/1972) stabilisce che, per le fatture e gli “altri documenti
riguardanti il pagamento di corrispettivi di operazioni assoggettate ad
IVA”, l’esenzione “è applicabile a condizione che gli stessi contengano
l’indicazione che trattasi di documenti emessi in relazione al pagamento di
corrispettivi di operazioni assoggettate ad imposta sul valore aggiunto”.
Tale circostanza è stata più volte evidenziata dal Ministero delle Finanze,
Dir. Gen. Tasse, e, in particolare, con la circolare 1/301333, del 2
gennaio 1984, di cui si riporta lo stralcio più significativo.
“Il testo dell’art. 6 della tabella, allegato B, al DPR 26/10/1972, n. 642
è stato completamento mutato dal DPR 30/12/1982, n. 955. Con una più
puntuale applicazione del principio dettato dall’art. 7, n. 5, della legge
9/10/1971, n. 825, concernente delega al Governo per la riforma tributaria,
è ora prevista, con il nuovo art. 6 della tabella, l’esenzione dall’imposta
di bollo per le fatture, ricevute, quietanze, estratti di conti e per gli
altri documenti indicati negli artt. 19 e 20 della tariffa “riguardanti il
pagamento di corrispettivi di operazioni assoggettate ad imposta sul
valore aggiunto”.
Trattasi, com’è facile rilevare, di un’estensione dell’esenzione in
argomento, prima limitata alle fatture ed equivalenti documenti con i quali
veniva addebitata l’IVA.
Considerata la formulazione della norma, si ritiene che debbano
considerarsi rientranti nell’esenzione in parola non soltanto i documenti
di cui agli artt. 19 e 20 della tariffa con i quali si richiede o comprova
il pagamento o si addebitano i corrispettivi dovuti per le cessioni di beni
e per le prestazioni di servizi assoggettati all’imposta sul valore
aggiunto, ma anche quei documenti, sempre indicati negli artt. 19 e 20
della tariffa, con i quali si accreditano le somme per il pagamento dei
corrispettivi suddetti.
Sono pertanto esenti dall’imposta di bollo, ad esempio, le fatture, le
ricevute, le quietanze, le note, i conti, gli estratti di conto, nonché le
lettere di addebitamento e di accreditamento e gli atti similari quali le
lettere sollecitatorie di pagamento, gli avvisi di emissione di tratte, le
lettere accompagnatorie di assegni relativi a fatture non allegate e
recanti l’importo delle fatture stesse, le note di variazione degli importi
addebitati o accreditati”.
Per godere dell’esenzione, conclude la circolare, “è sufficiente che sui
documenti in parola sia espressamente indicato, con apposita annotazione,
che trattasi di documenti emessi in relazione al pagamento di corrispettivi
di operazioni assoggettate ad IVA”.
Pertanto, la risposta al quesito non può che essere negativa, visto che –
come nessuno può ignorare – sulle DCR l’“apposita annotazione” di cui
sopra figura da anni riportata addirittura a stampa.
(Studio Associato)

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