Sediva News del 6 dicembre 2007

Scontrino parlante: da gennaio si fa sul serio.

Come ormai a tutti noto, dal 1° gennaio 2008 lo scontrino fiscale c.d.
parlante sarà il solo documento idoneo alla certificazione – ai fini della
loro detrazione (o deduzione) fiscale – delle spese sostenute per
l’acquisto di medicinali.

Non sarà più possibile, pertanto, rilasciare scontrini “comuni”, corredati
da ulteriore documentazione rilasciata dalla farmacia (come il c.d.
“scontrino di cortesia”) e con la specificazione di natura, qualità e
quantità dei farmaci ceduti, e neppure sarà consentito aggiungere a mano
il codice fiscale di chi sostiene la spesa.

Il “fai da te”, insomma, cessa improrogabilmente al 31 dicembre 2007, e
dal 1° gennaio tutte quelle indicazioni dovranno essere contenute nello
scontrino parlante, con la conseguente necessità di adattare
opportunamente, ove del caso, l’attuale misuratore fiscale ovvero, se
necessario, acquistarne un altro già predisposto per tale funzione (perché,
attenzione, se la farmacia non è “attrezzata” può essere costretta ad
emettere fattura).

In ogni caso, questa novità, era evidentemente così importante da indurre
il d.l. 159/07 (“collegato” alla Finanziaria 2008), e la sua legge di
conversione n. 223/07, a ribadirla esplicitamente, pur essendo essa in
sostanza già prevista – addirittura formalmente – nella norma originaria
di cui ai commi 28 e 29 dell’art. 1 della Finanziaria 2007.

Senonchè, nel “collegato” (art. 39, comma 3) figura, rispetto alla
“disposizione-madre”, un obbligo in più per la farmacia, ed è quello di
rendere note ai clienti – “mediante avviso affisso e visibile nei locali
della farmacia” – tali nuove regole in tema di deducibilità/detraibilità
delle spese: la ratio di questo ulteriore onere per la farmacia è
naturalmente quella di mettere i contribuenti nelle migliori condizioni
possibili per richiedere tempestivamente – cioè, prima del pagamento del
prezzo – il rilascio dello scontrino parlante (ricordiamo, infatti, che una
richiesta del genere – ove formulata, ad esempio, il giorno dopo l’acquisto
– potrebbe anche, perlomeno in astratto, restare inevasa).

Per la farmacia, tuttavia, ci pare si tratti di un adempimento non
eccessivamente oneroso.

(s.civitareale)

La SEDIVA e lo Studio Bacigalupo Lucidi prestano assistenza contabile, commerciale e legale alle farmacie italiane da oltre 50 anni!