Sediva News del 3 dicembre 2007

Il monitor in farmacia non paga il canone RAI – QUESITO

Un’azienda farmaceutica mi ha proposto di installare dei monitor in
farmacia attraverso i quali verrebbero trasmessi notiziari ed altre
informazioni utili al pubblico. Poiché sarei interessato, vorrei sapere se
sono obbligato a corrispondere il canone RAI per tali monitor.

Ai sensi del combinato disposto del R.D. 246/1938 e del d.lgs. 458/1944,
devono pagare il canone di abbonamento speciale coloro che detengono uno o
più apparecchi radiofonici o televisivi in pubblici esercizi, in locali
aperti al pubblico o comunque fuori dell’ambito familiare, o che li
impiegano a scopo di lucro, diretto o indiretto.

Il presupposto che obbliga il pubblico esercizio (quindi, eventualmente
anche la farmacia) al pagamento del canone è che l’apparecchio sia atto o
adattabile alla ricezione delle trasmissioni radiotelevisive.

Questo canone speciale non sembra quindi dovuto quando la farmacia detenga
dei monitors “puri” (come tali non idonei a decodificare il segnale
trasmesso via etere), ovvero dei lettori di cassette o cd (non
videoregistratori), che si limitano soltanto a leggere il segnale del
nastro.

Ma in presenza dell’apparecchio televisivo, ancorché usato soltanto per
visionare cassette registrate o immagini, la farmacia sarà tenuta a pagare
alla RAI questo canone speciale, salvo evidentemente sostituire il
televisore appunto con un monitor, o simile.

Per completezza, ricordiamo che il suo importo per i pubblici esercizi
ammonta, per il 2007, ad € 185,99, pagabile in due semestri o in quattro
trimestri.

(Studio Associato)

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