Sediva News del 30 novembre 2007

Anche per l’acquisto in multiproprieta’ vale il prezzo valore-
quesito

Avendo intenzione di acquistare una quota in multiproprietà di una casa in
montagna mi chiedo se posso usufruire dell’agevolazione prevista in materia
di pagare le imposte sull’atto in base al valore catastale dell’immobile e
non sul prezzo pattuito (a titolo informativo il mio notaio è titubante).

Come già abbiamo avuto modo di chiarire (v. Sediva news del 02/03/2007), la
Finanziaria 2005 contempla, per le sole cessioni – nei confronti di
privati – di immobili ad uso abitativo e loro pertinenze, la possibilità
per l’acquirente (è il noto sistema del c.d. “prezzo-valore”) di chiedere
la liquidazione delle imposte di registro e ipocatastali sulla base del
(più contenuto) valore catastale dell’immobile in luogo del prezzo pattuito
(che deve, però, obbligatoriamente essere indicato nell’atto); inoltre gli
onorari notarili sono ridotti del 30%.

La disposizione, in verità, parla genericamente di cessioni, senza
precisare se con questo si intendano i soli trasferimenti della proprietà
ovvero anche di altri diritti reali “minori”, quali, appunto, la
multiproprietà.

A noi pare che in realtà le cessioni, per così dire, agevolate debbano
riguardare anche quelle aventi ad oggetto diritti reali (sull’immobile)
diversi dalla proprietà, come è vero, del resto, che nel nostro ordinamento
i trasferimenti della proprietà sono generalmente assimilate, ai fini della
tassazione, a quelli di altri diritti reali di godimento; si pensi, ad
esempio, all’art. 43 del T.U. Registro che prevede la tassazione degli
immobili sulla base del valore venale (principio derogato proprio dalle
disposizioni della Finanziaria 2005) riferendosi per l’appunto –
genericamente – a tutti i contratti a titolo oneroso traslativi o
costitutivi di diritti reali.

Non dovrebbero, perciò, esserci grandi difficoltà ad estendere il “prezzo-
valore” anche alle cessioni di quote di multiproprietà, pur se – sul punto
– non ci constano ancora prese di posizione ufficiali dell’Agenzia delle
Entrate ed è forse proprio per questo che qualche notaio nutre ancora
qualche dubbio sulla legittimità di tale estensione.

(v.salimbeni)

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