Sediva News del 29 novembre 2007

per i corrispettivi delle forniture di farmaci in regime
convenzionale l’asl non puo’ richiedere alla farmacia
l’emissione di fatture – QUESITO

La nostra Asl ci chiede, in luogo della DCR, l’emissione della fattura
anche per le forniture di farmaci agli assistiti dal SSN; vorrei sapere se
siamo obbligati ad ottemperare.

Si tratta di una richiesta veramente singolare (ed infatti, per quanto ci
consta, non vi sono precedenti…), che però ci pare priva di fondamento.
Infatti, non soltanto – per la sua natura di ente non commerciale, e anche
per le caratteristiche intrinseche dell’assistenza del servizio di
assistenza farmaceutica prestato – la ASL non ha sicuramente l’obbligo di
chiedere la fattura per i farmaci erogati tramite le farmacie
convenzionate, ma neppure sembra configurabile una qualunque sua facoltà in
tal senso. E vediamo perché.
Ai sensi del comma 1 dell’art. 22 del DPR 633/1972 (istitutivo dell’IVA),
per l’esercente un’attività di commercio al minuto (come certo è anche il
titolare di farmacia) “l’emissione della fattura non è obbligatoria, se non
richiesta dal cliente non oltre il momento di effettuazione
dell’operazione”; cosicché, nel nostro caso, bisogna verificare se nel
rapporto ASL-Farmacia la prima possa qualificarsi come cliente della
seconda, o meno.
Ora, guardando agli artt. 28 e 48 della l. 833/1978 e all’art. 8, comma 2,
del D.Lgs. 502/1992 (e successive modificazioni e integrazioni), che – per
la disciplina dei rapporti relativi alle modalità di erogazione
dell’assistenza farmaceutica in forma diretta – rinviano alla stipula di
convenzioni di durata triennale conformi agli accordi collettivi nazionali
con le organizzazioni sindacali di categoria maggiormente rappresentative,
pare indubitabile che cliente della farmacia possa ritenersi, in realtà,
soltanto la Pubblica Amministrazione in senso lato.
E’ a quest’ultima, dunque, che competeva (e tuttora compete) l’assunzione –
attraverso quegli accordi triennali – di qualsiasi determinazione inerente
alla gestione del rapporto con le farmacie, e quindi anche quella relativa
alla documentazione necessaria ai fini della liquidazione delle competenze.

Senonchè, anche nella convenzione tuttora vigente (quella resa esecutiva,
come sappiamo, con l’ormai lontanissimo DPR 371/1998) la “parte pubblica”
non esercita affatto quella facoltà (di richiedere l’emissione di fatture),
tant’è che, secondo l’art. 8 di tale accordo, le spettanze alle farmacie
devono essere liquidate dietro presentazione di una (ben diversa) distinta
contabile riepilogativa, sottoscritta dal legale rappresentante della
farmacia che assume qualunque responsabilità in ordine al suo contenuto.
Perdipiù, il secondo comma del citato art. 8 del D.Lgs. 502/1992 demanda ad
accordi a livello regionale semplicemente “la disciplina della modalità di
presentazione delle ricette e i tempi di pagamento dei corrispettivi”, e
quindi, come si vede, non è prevista neppure “localmente” la possibilità di
dichiarare e/o certificare e/o contabilizzare diversamente (dalla DCR) i
corrispettivi dovuti alle singole farmacie.
Pertanto, almeno per il momento la ASL non può pretendere documenti diversi
dalla distinta contabile riepilogativa.
(s.lucidi)

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