Sediva News del 22 novembre 2007

Spese di rappresentanza nella finanziaria 2008 – Quesito

Ho letto su Piazza Pitagora che la legge finanzaria per il 2008 prevede un
“giro di vite” sulla deducibilità delle spese di rappresentanza dal reddito
della farmacia. Vorrei qualche delucidazione.

La vera novità recata in materia dal ddl Finanziaria 2008 (approvato
qualche giorno fa dal Senato) sta nell’affidamento ad un decreto
ministeriale del compito di fissare puntualmente i criteri – di congruità
ed inerenza – in base ai quali le spese sostenute, appunto, per promuovere
l’immagine dell’impresa possano essere riconosciute (anche) fiscalmente
come spese di rappresentanza ai fini della determinazione del reddito.

In particolare, nella determinazione di questi criteri si dovrà tenere
conto anche della natura e della destinazione delle spese stesse, del
volume dei ricavi dell’attività caratteristica dell’impresa e/o
dell’attività internazionale della stessa (questo magari alle farmacie
interessa un po’ meno …): il che, ad esempio, induce a pensare – sotto il
profilo dell’ inerenza – che le spese di ristorazione (pranzi di
rappresentanza) possano essere deducibili per l’impresa ove questa
documenti adeguatamente che i presenti al “desco” siano effettivamente
clienti e/o fornitori e/o dipendenti dell’impresa, mentre – sul versante
della congruità – ci si può attendere che si stabilisca che queste spese
siano deducibili in misura percentuale rispetto al volume dei ricavi
caratteristici.

Così stando le cose – sempre che la disposizione sia naturalmente
confermata in sede di approvazione definitiva della legge finanziaria –
bisognerà dunque attendere il decreto di attuazione per capire, quantomeno,
se per la farmacia – sotto la voce “spese di rappresentanza” – la
situazione sia peggiorata o meno rispetto alle regole attualmente vigenti.

Un modesto miglioramento, tuttavia, si registra comunque, perché nel testo
del ddl vengono ritenute in ogni caso deducibili (senza la necessità, cioè,
di ulteriori disposizioni di attuazione) le spese relative a beni
distribuiti gratuitamente (si tratta dei soliti omaggi alla clientela o ai
dipendenti) di valore unitario non superiore a 50 euro, mentre oggi, come
sappiamo, la deducibilità degli omaggi incontra il tetto del valore
unitario di 25,82 euro.

(s.civitareale)

La SEDIVA e lo Studio Bacigalupo Lucidi prestano assistenza contabile, commerciale e legale alle farmacie italiane da oltre 50 anni!