Sediva News del 6 novembre 2007

l’iva sulla moto di lusso tuttora indetraibile – quesito

Sto per acquistare una motocicletta che intendo intestare alla farmacia, ma
trattandosi di un modello particolarmente potente, temo possano esserci
problemi per la detrazione dell’iva sull’acquisto. E’ vero?

In effetti, le difficoltà che possono insorgere sembrano tali e tante da
rivelarsi sostanzialmente insormontabili, perché la decisione della Corte
di Giustizia europea che ha ripristinato, come sappiamo, la detrazione
dell’iva assolta sugli acquisti e sulle spese relative ai veicoli aziendali
– fissata, poi, a partire dal 27 giugno 2007, nella misura del 40% dalla
decisione del Consiglio europeo – non ha cambiato granchè le carte in
tavola (rispetto, s’intende, alle regole che valevano prima del “terremoto”
arrecato in materia da Bruxelles) riguardo all’ iva-moto quando il mezzo
sia dotato di un motore di cilindrata superiore a 350 c.c..

Per quest’ultima, cioè, la detrazione dell’iva continua ad essere ammessa
soltanto quando il “bolide” formi oggetto dell’attività propria
dell’impresa, e quindi, in pratica, la detraibilità dell’imposta sulla c.d.
moto di lusso è circoscritta alle sole attività aziendali che consistono
nella vendita ovvero nel noleggio o nel leasing di questi mezzi: invece,
per tutte le altre imprese, tra le quali le farmacie (che pure possono
utilizzare una moto di lusso per l’attività), l’iva è ancor oggi
assolutamente indetraibile.

Insomma, se proprio si vuole recuperare (nei limiti, beninteso, del solito
40%) l’iva anche per la moto “intestata” alla farmacia, bisogna
accontentarsi – diciamo così – di un modello meno potente.

(s.civitareale)

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