Sediva News del 15 ottobre 2007

Anche le banche (forse) hanno un’anima.

L’acquisto di un immobile, infatti, presenta spesso qualche insidia,
come quella, ad esempio, del vuoto temporale tra la firma di un
contratto preliminare di acquisto dell’immobile e la firma del
contratto di mutuo, perché, sottoscritto il primo, non è detto che
debba necessariamente intervenire anche il secondo.

Il rischio, in questi casi, è soprattutto quello di perdere la caparra
eventualmente versata, quando, beninteso, questa sia stata configurata
come penitenziale, dato che – ove si tratti invece, come è per lo più,
di caparra confirmatoria – al promittente acquirente non è generalmente
consentito liberarsi dal vincolo.

Su questa vicenda così delicata, come accenniamo nel titolo, devono
però essere segnalate alcune significative iniziative assunte oggi dai
principali istituti di credito che, sia pure ricorrendo a figure
diverse, mirano sostanzialmente a fornire al cliente una qualche
assicurazione circa la successiva concessione del mutuo.

Si va da un vero e proprio “certificato di disponibilità” che, per un
certo tempo vincola la banca alla concessione del mutuo, fino ad una
valutazione della pratica via internet, mediante la semplice
compilazione on-line da parte del cliente dell’apposita “maschera”
predisposta dall’istituto.

Naturalmente, le banche fanno sempre salve le successive verifiche in
ordine all’esistenza di eventuali fatti pregiudizievoli (pignoramenti,
fallimenti, protesti) intervenuti nelle more della formalizzazione del
contratto, e perciò, in ultima analisi, nessun istituto fornisce vere e
proprie certezze sul buon esito della pratica di mutuo. Però, è già
qualcosa.

(v.salimbeni)

La SEDIVA e lo Studio Bacigalupo Lucidi prestano assistenza contabile, commerciale e legale alle farmacie italiane da oltre 50 anni!