Sediva News del 2 ottobre 2007

In caso di omessa denuncia di successione – QUESITO

Nel 2003 è stata omessa la denuncia di successione da parte degli eredi,
nonostante la presenza nell’asse di un immobile. Che possiamo fare oggi?

Anche se nel periodo cui il quesito si riferisce (2003) l’imposta di
successione non era dovuta (come sappiamo, è stata reintrodotta nel nostro
ordinamento soltanto alla fine dello scorso anno), sussisteva anche allora
l’obbligo di presentazione della dichiarazione qualora nell’asse ereditario
figurassero appunto beni immobili o diritti reali immobiliari.

E, quanto all’aspetto sanzionatorio, l’omissione della denuncia di
successione comporta – quando naturalmente, come in questo caso, l’imposta
non sia dovuta – la sola sanzione amministrativa da un minimo di 258 ad un
massimo di 1.032 euro, perché cosi disposto dall’art. 50 del d.lgs. n.
346/1990.

Ci pare quindi che a queste conseguenze gli eredi non possano ormai più
sottrarsi, neppure presentando oggi la dichiarazione; e però, provvedendovi
ora, potranno ottenere probabilmente l’irrogazione del minimo della
sanzione pecuniaria e, soprattutto, la trascrizione nei registri
immobiliari del cambiamento di titolarità dei beni, che del resto, prima o
poi, si rivelerà fatalmente imprescindibile.

In definitiva, sembra perciò opportuno che gli eredi presentino comunque,
seppure in ritardo, la dichiarazione di successione “ora per allora”, cioè
con le stesse modalita’ allora previste per la dichiarazione omessa.

Se presentata, infatti, la dichiarazione è in ogni caso valida nonostante
i quattro anni di ritardo, fermo il rischio – che è quasi una certezza –
di vedersi irrogare, magari appunto nel loro minimo, le sanzioni cui si
è fatto cenno.

Per quanto riguarda le imposte ipotecarie e catastali sono dovute in
misura pari rispettivamente al 2% e all’1% sul valore catastale
dell’immobile, oltre evidentemente ad una sanzione pari al 30 %
dell’importo dovuto.

Qualora, invece,l’immobile fosse una “prima casa”, le imposte ipotecarie
e catastali sarebbero dovute in misura fissa di € 129,11 ciascuna.

(f.boffi)

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