Sediva News del 12 settembre 2007

Ai nastri di partenza l’elenco dei clienti e fornitori.

Con l’emanazione del provvedimento di attuazione del 25 maggio 2007
dell’Agenzia delle entrate, e dopo un’ ulteriore semplificazione recata in
dote dalla manovra d’estate (l. 127/2007), può dirsi finalmente completo
il quadro di riferimento del nuovo adempimento introdotto (anzi,
reintrodotto, come vedremo) dal primo decreto-Bersani dello scorso anno
(D.L. 223/2006 convertito in l. 248/2006).
Ricordiamo in estrema sintesi (ne abbiamo parlato altre volte) che
nell’elenco devono essere riportate le operazioni rilevanti ai fini
dell’imposta sul valore aggiunto relative ai beni e/o alle prestazioni di
servizi acquisiti dai fornitori e ai beni e/o alle prestazioni di servizi
ceduti o resi ai clienti.
Ora, dato che ai fini della compilazione dagli elenchi si deve guardare
soltanto all’anno di emissione delle fatture (verso clienti) e di
effettuazione degli acquisti (da fornitori), indipendentemente perciò dal
periodo di registrazione, devono essere escluse dagli elenchi le fatture
emesse nell’anno precedente a quello cui la comunicazione si riferisce
(anche se registrate in quell’anno), ed invece devono esservi incluse
quelle emesse nell’anno di riferimento (anche se non registrate nell’ anno
stesso ma in quello successivo).
Quindi, ad esempio, per la prima comunicazione (relativa, come sappiamo,
al 2006) andranno escluse le fatture emesse nel 2005 (anche se registrate
nel 2006) ed incluse quelle emesse nel 2006 (anche se registrate nel 2007).

L’adempimento, come accennavamo all’inizio, è stato reintrodotto dopo
tredici anni di assenza (essendo stato, infatti, abolito nel lontano 1994
dopo aver verificato la sua sostanziale inutilità, almeno nella modalità
cartacea di allora, per la lotta all’evasione), contando questa volta sulla
velocità di acquisizione ed elaborazione dei dati che garantisce
attualmente il sistema telematico, con il quale, infatti, devono oggi
essere obbligatoriamente presentati gli elenchi in questione.
Il termine di presentazione “a regime” è fissato per ciascun esercizio al
29 aprile dell’anno successivo a quello cui si riferiscono gli elenchi,
mentre, per il solo anno 2006, il termine è fissato al 15 ottobre p.v. per
i contribuenti con liquidazione iva mensile e al 15 novembre p.v. per i
contribuenti con liquidazione iva trimestrale.
Sempre per il solo anno 2006, però, sono esonerati dall’adempimento le
imprese e i professionisti in contabilità semplificata; a questo proposito,
ricordiamo che le imprese possono – ove non intendano optare per quella
ordinaria – adottare la c.d. “contabilità semplificata” soltanto ove i
ricavi non superano per un dato anno € 309.874.14 o € 516.456,90, secondo
che svolgano attività di prestazione di servizi o, rispettivamente, di
cessione di beni (come prevalentemente svolgono le farmacie).
Vengono, poi, confermate dal provvedimento dell’Agenzia delle entrate le
semplificazioni annunciate per i soli anni 2006 e 2007 dai comunicati
stampa dei giorni addietro, e quindi:
– l’elenco dei soggetti verso i quali sono state emesse fatture comprende i
soli titolari di partita Iva: non c’è, perciò, alcun obbligo di
comunicazione con riguardo ai clienti “privati”, ma neppure per i clienti
con partita iva quando l’importo della fattura emessa nei loro confronti
sia stato annotato nei corrispettivi;
– è possibile indicare la sola partita iva dei clienti e dei fornitori, e
non anche il codice fiscale;
– è consentito, infine, non indicare le operazioni relative a fatture
emesse e/o ricevute non soggette ai fini Iva ad obbligo di registrazione
(quali, ad esempio, quelle emesse da alberghi e da ristoranti).
Altra importante semplificazione – questa volta operante a “regime” e,
quindi, non soltanto per gli anni 2006 e 2007 – riguarda le operazioni
relative a cessioni e acquisti intracomunitari che non devono infatti
essere inclusi negli elenchi.
Come è intuitivo, le semplificazioni cui si è fatto cenno mirano a favorire
quanto più possibile un morbido avvio del “nuovo” adempimento (visto anche
il ritardo con cui sono state rese note le istruzioni definitive), della
cui effettiva utilità ai fini della lotta all’evasione, tuttavia, è lecito
dubitare nonostante l’adozione delle modalità telematiche.
Ci sarà comunque tempo per entrare ancor meglio nello “spirito” di
quest’ennesima formalità imposta agli imprenditori, che in ogni caso
imporrà loro maggiore attenzione nella compilazione della fattura, nella
quale – sempre ai fini della corretta compilazione dell’elenco – a partire
dall’anno 2008, come più volte si è ricordato, si dovrà, ad esempio,
indicare sistematicamente, oltre alla partita iva, anche il codice fiscale
del fornitore e/o del cliente.

(s.civitareale)

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