Sediva News del 4 settembre 2007

Sulla nozione di abitazione principale – QUESITO

Ho acquistato con un mutuo ipotecario un appartamento che intendo
destinare, ma non per il momento, ad abitazione principale. Vorrei sapere
se corro il rischio di perdere le detrazioni irpef previste per gli
interessi pagati sul mutuo.

Il quesito ci offre l’occasione per qualche chiarimento sulla non banale
questione riferita nel titolo.

Infatti, si ritiene comunemente, ma erroneamente, che il trasferimento
nell’unità immobiliare della residenza anagrafica costituisca la condizione
necessaria e sufficiente – anche sotto il profilo fiscale – per l’elezione
dell’ immobile ad abitazione principale, mentre, a ben guardare, non è né
l’una né l’altra.

Infatti, quel che veramente è decisivo – ai fini del tranquillo godimento
delle detrazioni irpef – è l’uso effettivo e concreto utilizzo dell’unità
come dimora abituale per sé o per i propri familiari (proprio in questo
consiste in definitiva, come sappiamo bene, la destinazione ad abitazione
principale), cosicché tale circostanza non può essere di per sé provata
con il mero trasferimento nell’unità abitativa della residenza anagrafica,
ma neppure – in alternativa ad esso – con l’autocertificazione resa ai
sensi del D.P.R. 445/2000.

Pertanto, laddove – a seguito di eventuali controlli dell’Amministrazione
finanziaria – dovesse risultare che l’immobile non ha nella realtà quell’
utilizzo abitativo, si correrebbe seriamente il rischio di perdere le
detrazioni (con il recupero delle maggiori imposte e relative sanzioni e
interessi) anche se si fosse provveduto a trasferirvi la residenza
anagrafica nei termini previsti, con il rischio ulteriore – nell’ipotesi in
cui la (falsa) destinazione ad abitazione principale sia stata testata da
autocertificazione – di incorrere anche in una responsabilità penale per
la falsità delle dichiarazioni rese.

Del resto, anche la vicenda del centauro Valentino Rossi – recentemente
balzata agli onori della cronaca – è stata innescata dal Fisco sulla base
di questi principi, e quindi, sia pure a contrariis, può insegnare
qualcosa a tutti.

(s.civitareale)