Sediva News del 28 giugno 2007

Risparmio energetico: i chiarimenti dell’Agenzia.

A più di cinque mesi di distanza dal varo (nella Finanziaria 2007) delle
agevolazioni fiscali per gli interventi finalizzati al risparmio energetico
l’Agenzia delle Entrate – con la circolare 36/E del 1° giugno scorso –
dirama i chiarimenti definitivi al riguardo.
Il provvedimento contiene non poche sorprese – alcune positive, altre meno
– ma nel complesso affronta gli aspetti più salienti e controversi delle
nuove disposizioni consentendo ai soggetti interessati di pianificare con
meno incertezze – quantomeno nella seconda parte dell’anno – gli
interventi agevolabili.
Soggetti ammessi al beneficio. La platea dei potenziali beneficiari delle
agevolazioni è estremamente vasta. Sono interessate, infatti, non soltanto
le persone fisiche – sia che realizzino gli interventi “privatamente”,
ovvero nell’esercizio d’impresa – come i titolari di farmacia – o di arte o
professione (su fabbricati, per l’appunto, appartenenti alla sfera
dell’impresa o della professione) – ma anche le società commerciali (di
persone o di capitali) e gli enti non commerciali.
Per tutti lo sconto vale anche se gli immobili sono detenuti in leasing.
La detrazione spetta anche ai familiari conviventi. Una delle novità più
interessanti consiste nel riconoscimento della detrazione anche per i
familiari conviventi (ma soltanto quelli – come è intuitivo – che
utilizzino l’agevolazione in “ambito privato”) che abbiano partecipato
alla spesa: questo rende di fatto l’agevolazione assai più fruibile, dato
che la sua “concentrazione” in tre sole rate contro le dieci a regime del
bonus del 36% delle ristrutturazioni edilizie e gli alti valori-limite
(anche fino a 100.000 euro per gli interventi di riqualificazione
energetica globale) della detrazione (attenzione, non della spesa) del 55%
avevano già fatto parlare di un’agevolazione spendibile solo dai “ricchi”,
da coloro cioè che presentassero dichiarazioni dei redditi con imposte
sufficientemente capienti. Non dimentichiamo, del resto, che le detrazioni
sono sconti sull’imposta e pertanto l’eccedenza che non viene spesa viene
irrimediabilmente persa perchè non genera alcun credito d’imposta
riportabile in avanti.
Per concludere sul punto, considerato che il tetto viene imposto alla
detrazione e non alla spesa, l’importo della massima spesa ammissibile allo
sconto deve essere calcolato “all’inverso”, partendo cioè dal limite della
detrazione. Ad esempio, se per l’installazione di pannelli solari il limite
della detrazione è di 60mila euro, il tetto di spesa ammissibile diventa
(60.000/55)x100 = 109.091 euro.
Limiti della detrazione. Il limite della detrazione deve intendersi per
unità immobiliare e andrà suddiviso tra i soggetti detentori dell’immobile
che partecipano alla spesa.
Per gli interventi condominiali – tra i quali spiccano quelli di
riqualificazione energetica globale sull’intero edificio – la detrazione
complessiva di 100mila euro si ripartisce tra i condomini sostenitori della
spesa.
Fabbricati interessati. A differenza dell’agevolazione del 36% sulle
ristrutturazioni edilizie che riguarda solo gli immobili residenziali,
quella in argomento interessa tutti i tipi di fabbricati e, quindi, anche
quelli strumentali accatastati in C/1 (come il locale-farmacia) ed in A/10
(uffici).
Unica condizione è che il fabbricato deve esistere al momento
dell’intervento e, dunque, l’ agevolazione non è ammessa per i fabbricati
in costruzione.
La prova, poi, dell’esistenza dell’immobile è fornita dalla sua iscrizione
in catasto oppure dalla richiesta di accatastamento ovvero, se si
preferisce, dal pagamento dell’ICI.
Inoltre, attenzione, i fabbricati – salvo che non si tratti
dell’installazione di pannelli solari – devono essere già dotati di
impianto di riscaldamento; e se il risultato dell’intervento di
ristrutturazione è il frazionamento dell’unità immobiliare, il beneficio è
ammissibile soltanto se viene realizzato un impianto termico centralizzato
che sia al servizio di tutte le unità “defrazionate”.
Interventi di riqualificazione energetica globale. Il primo gruppo di
interventi agevolabili consiste nelle opere finalizzate alla
riqualificazione energetica su edifici esistenti che conseguono un valore
limite di fabbisogno di energia primaria annuo per la climatizzazione
invernale inferiore di almeno il 20 per cento rispetto a determinati
parametri riportati nelle disposizioni-quadro in materia di risparmio
energetico contenute nel d.lgs. 192/2005 (che ha recepito nel nostro
ordinamento la normativa comunitaria in materia).
Per tali interventi il “tetto” della detrazione è – come detto – di 100mila
euro, da ripartirsi in tre rate annuali. Nell’intervento sono contemplate
tutte le opere necessarie per raggiungere le prestazioni energetiche
indicate senza ulteriore specificazione di opere o impianti da realizzare:
l’importante, in sostanza, è conseguire il risparmio energetico, unico vero
obiettivo dell’agevolazione. Per rendere meglio l’idea, il fabbisogno annuo
di energia primaria di un determinato edificio rappresenta “la quantità di
energia primaria globalmente richiesta, nel corso di un anno, per mantenere
negli ambienti riscaldati la temperatura di progetto, in attivazione di
regime continuo”.
Per poter fruire della detrazione, le opere e gli impianti da realizzare
devono essere commisurati al fabbisogno energetico dell’intero edificio e
non a quello delle singole porzioni immobiliari – appartamenti, uffici o
negozi – che lo compongono. In altre parole, non sono agevolabili
interventi del genere su singole porzioni o unità immobiliari anche se
naturalmente il conseguimento del risparmio agevolabile può aversi anche
per il tramite degli interventi appartenenti alle categorie successive che
in questo caso verrebbero “assorbite” – anche per le rispettive detrazioni,
si badi bene – nell’intervento di riqualificazione energetica globale
dell’intero fabbricato.
Interventi su strutture opache e su infissi. Sempre che non rientrino, come
si è visto, nell’intervento di categoria superiore relativo alla
riqualificazione energetica globale dell’intero edificio, queste opere sono
agevolabili fino al minor tetto di 60mila euro di detrazione (da ripartire
sempre, tuttavia, in tre rate annuali), e consistono nella realizzazione di
strutture opache –pareti esterne ma anche finestre, ivi comprese persiane o
scuri strutturalmente accorpati al manufatto – che soddisfino determinati
requisiti di trasmittanza termica (in pratica la capacità delle coperture
di contenere il calore dell’ambiente interno: v. Sediva news del
06/03/2007) .
Per un banale errore di trascrizione contenuto in una tabella della
Finanziaria 2007, l’agevolazione per analoghi interventi su strutture
opache orizzontali – coperture e pavimenti – è stata sospesa in attesa
della correzione. Una sgradita sorpresa per quanti avevano in progetto
interventi di questo tipo.
Una precisazione importante: per ottenere l’agevolazione, l’intervento deve
conseguire la riduzione della trasmittanza termica ai valori prefissati e
pertanto un intervento che consista solo nella sostituzione di strutture
esistenti già conformi agli indici di trasmittanza termica non dà diritto
ad alcuna agevolazione.
Installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda. Anche
per quest’intervento il valore massimo della detrazione fiscale – sempre da
spendere in tre rate – è di 60mila euro, e può riguardare non soltanto
abitazioni ma anche piscine, palestre, case di cura, etc.
Se viene effettuata contestualmente ad opere di riqualificazione
energetica globale dell’edificio l’installazione di pannelli solari non
viene da queste assorbita ai fini dell’agevolazione: le relative detrazioni
perciò si possono sommare alle altre.
Sostituzione di impianti di climatizzazione invernale. Qui il tetto – nelle
solite tre rate – scende a 30.000 euro, e si tratta, in sintesi, della
sostituzione integrale o parziale degli impianti di climatizzazione
esistenti (sia centralizzati che autonomi) con altri dotati di caldaie del
tipo “a condensazione” (che notoriamente consumano meno energia). Sono
compresi nell’intervento anche la trasformazione degli impianti individuali
autonomi in impianti a climatizzazione invernale centralizzati con
contabilizzazione del calore nonché la trasformazione dell’impianto
centralizzato per rendere applicabile la contabilizzazione del calore;
resta esclusa, invece, la trasformazione dell’impianto di climitazzazione
invernale da centralizzato ad individuale o autonomo (ormai avversato da
tutti i legislatori del mondo….).
Cosa è necessario fare per fruire della detrazione. Anche in considerazione
del notevole ritardo con cui sono stati diramati i chiarimenti
dell’Agenzia, la circolare – molto opportunamente – elimina l’obbligo della
comunicazione preventiva di inizio lavori al centro operativo di Pescara.
In verità quest’obbligo della comunicazione sembra espressamente
prescritto dalla Finanziaria 2007 – che infatti richiama in toto, per
tutte le nuove agevolazioni, gli adempimenti previsti per lo sconto del 36%
sulle ristrutturazioni edilizie – anche se il decreto di attuazione non ne
fa menzione: da questo contrasto tra norma di legge e norma regolamentare
sono sorti i dubbi (v. Sediva news del 30/05/07) sul da farsi; dubbi,
ormai, decisamente superati dalle indicazioni dell’Agenzia.
Ma – verrebbe proprio da dire – tale semplificazione ha un prezzo, perché
la circolare estende anche agli interventi finalizzati al risparmio
energetico l’obbligo – previsto a decorrere dal 4 luglio 2006 per le spese
relative agli interventi di ristrutturazione edilizia agevolabili con il
36% – dell’indicazione in fattura del costo della manodopera impiegata per
la realizzazione delle opere e degli impianti.
Essenziale, poi, sempre ai fini del conseguimento del risparmio…fiscale, è
l’acquisizione e la trasmissione all’Enea – entro sessanta giorni dal
termine dell’intervento e comunque entro e non oltre il 29 febbraio 2008 –
dell’ attestato di certificazione energetica o di qualificazione energetica
e l’asseverazione del tecnico che ha eseguito i lavori della corrispondenza
ai requisiti tecnici richiesti dal decreto ministeriale di attuazione.
Per i privati, inoltre, è necessario che il pagamento delle spese avvenga
mediante bonifico bancario con l’indicazione degli estremi del disponente e
del beneficiario, nonché la causale del versamento.
Cumulabilità con altre agevolazioni. L’agevolazione non è cumulabile –
questo lo aveva già chiarito il decreto ministeriale – con quella del 36%
concessa per i medesimi interventi ove realizzati, naturalmente,
nell’ambito di ristrutturazioni edilizie; inoltre, l’eventuale concessione
– per lo stesso intervento – di contributi o incentivi finanziari in anni
precedenti a quello di fruizione del bonus obbliga il contribuente (che ne
beneficiò) a pagare le imposte sul contributo finanziario ricevuto – sia
pure a “tassazione separata” – includendolo nella dichiarazione dei
redditi relativa all’anno in cui ha usufruito dell’agevolazione 55%.
In conclusione, ci pare che questa volta – almeno sul bonus connesso al
risparmio energetico – sia stato detto e chiarito tutto.

(s.civitareale)

La SEDIVA e lo Studio Bacigalupo Lucidi prestano assistenza contabile, commerciale e legale alle farmacie italiane da oltre 50 anni!