Sediva News del 18 giugno 2007

La mancata riscossione dei crediti ASL impedisce l’applicazione di sanzioni
in caso di ritardato versamento delle imposte?

A leggere una recente sentenza della Cassazione sembrerebbe di sì, anche se
a certe condizioni.

Nel caso trattato dalla Suprema Corte, il contribuente aveva eccepito
l’impossibilità ad adempiere al versamento delle imposte dovute in sede di
dichiarazione dei redditi, proprio perchè non aveva riscosso quanto
dovutogli dal SSN e pertanto aveva chiesto l’annullamento delle sanzioni e
degli interessi calcolati sul ritardato versamento delle imposte.

La Corte ha precisato che dalla natura moratoria degli interessi per il
ritardato adempimento di obbligazioni pecuniarie (come quelle tributarie)
discende la presunzione di colpevolezza del contribuente inadempiente,
“salva la facoltà, concessa al debitore dall’art. 1218 del cod.civ, di
provare che l’impossibilità della prestazione dipende da causa a lui non
imputabile”.

Il debitore/ contribuente, cioè, è tenuto a dimostrare appunto l’assenza di
colpa, “ossia di aver fatto uso dell’ordinaria diligenza per rimuovere
l’ostacolo frapposto all’esatto adempimento dell’obbligazione, anche
mediante l’eventuale reperimento di altre fonti finanziarie”.

Dunque, la presenza di notevoli ritardi nei pagamenti da parte del SSN (che
in alcune regioni d’Italia sono oggi davvero consistenti), in concomitanza
con il rifiuto, ad esempio, espresso dagli istituti bancari ad ammettere il
debitore/contribuente al credito per l’importo corrispondente alle imposte
dovute, potrebbero (il condizionale è d’obbligo) impedire l’applicazione
delle sanzioni e degli interessi sulle imposte non versate.

Tale principio, tuttavia, potrebbe naturalmente essere fatto valere
soltanto in sede contenziosa, perché – questo è sicuro – l’Agenzia delle
Entrate provvederebbe direttamente all’iscrizione a ruolo anche di
sanzioni ed interessi (oltre che dei tributi), cosicché al contribuente non
resterebbe che il rimedio giurisdizionale, nel corso del quale far valere
le tesi difensive (ben sostenute da prove documentali) cui si è fatto
cenno.

In ogni caso, la decisione della Suprema Corte è importante, perché, quanto
meno, può aprire in qualche caso spiragli di rilievo.

(f.lucidi)

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