Sediva News dell’8 giugno 2007

Anche la cartella di pagamento deve essere motivata.

Lo rammenta ancora una volta la Cassazione confermando, con una decisione
recentissima, che l’ente impositore ha “l’obbligo di chiarire, sia pure
succintamente, le ragioni – intese come indicazioni sia della mera causale
che della motivazione vera e propria – dell’iscrizione nel ruolo
dell’importo dovuto, in modo tale da consentire al contribuente un non
eccessivamente difficoltoso esercizio del diritto di difesa”.

Tale obbligo, prosegue la Cassazione, non può essere infatti riservato ai
soli avvisi di accertamento, perché anche alla cartella di pagamento devono
applicarsi i principi generali sanciti dall’art. 3 della L. 241/90 (sulla
trasparenza degli atti amministrativi), peraltro recepito anche dallo
Statuto dei diritti del contribuente.

Un motivo in più per controllare sempre la legittimità formale anche delle
cartelle, senza naturalmente far scadere inutilmente i termini di
pagamento.

(r.santori)

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