Sediva News del 5 giugno 2007

detraibile l’iva sugli acquisti di beni aziendali da parte di un
imprenditore in comunione con il coniuge.

Nel suo instancabile lavoro di interpretazione della norma giuridica, la
Cassazione ha avuto ora occasione di sancire un principio di grande
rilievo pratico per il titolare di impresa in forma individuale che si
trovi in regime di comunione dei beni con il coniuge (e sono ovviamente
ancora parecchi i titolari di farmacia monoimprenditori …).
L’iva versata da quell’imprenditore in occasione dell’acquisto di beni
inerenti all’azienda, precisa infatti la Suprema Corte, deve ritenersi
interamente detraibile, perché si deve tener conto del disposto dell’art.
178 del cod.civ. – decisivo a questi fini – che così recita: “I beni
destinati all’esercizio dell’impresa di uno dei coniugi costituita dopo il
matrimonio e gli incrementi dell’impresa costituita anche precedentemente
si considerano oggetto della comunione solo se sussistano al momento dello
scioglimento di questa”.
Conseguentemente, aggiunge la Cassazione, deve ritenersi che i beni
acquistati dal coniuge-imprenditore – indipendentemente dal consenso
dell’altro coniuge – cadono in comunione legale soltanto allo
scioglimento della comunione e non al momento dell’acquisto, talchè
l’altro coniuge vanta nei confronti di quei beni un mero diritto personale
e non un diritto reale.
Insomma, il bene aziendale è nella piena disponibilità del coniuge-
imprenditore sin dal momento dell’acquisto e vi resta fino allo
scioglimento della comunione: di qui, la detraibilità integrale, e non al
50%, dell’iva pagata.
(s.lucidi)

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