Sediva News del 17 maggio 2007

La trasformazione della co.co.co. – QUESITO

Vorrei trasformare il rapporto di co.co.co. in atto con un farmacista in un
rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, assumendolo cioè a
“libro paga”. Mi è consentito?

La risposta è affermativa.

Al fine di promuovere la stabilizzazione dell’occupazione, infatti, la
Finanziaria 2007 (commi 1202-1210 dell’art. unico) consente ai datori di
lavoro, come da noi anticipato a suo tempo, di “trasformare” appunto in
rapporti di lavoro subordinato (purché – ove siano a tempo determinato –
per una durata non inferiore a 24 mesi) tanto le collaborazioni
coordinate e continuative che quelle a progetto.

Senonchè, come precisa ora un’importante circolare dell’Inps riguardante
proprio questo specifico aspetto, i datori di lavoro interessati a tale
“trasformazione” dovranno previamente stipulare accordi aziendali con le
organizzazioni sindacali aderenti alle associazioni nazionali più
rappresentative; e inoltre, la sottoscrizione da parte del lavoratore di un
atto di conciliazione individuale e il versamento da parte del datore di
lavoro di un contributo straordinario integrativo (di importo pari alla
metà della quota a carico dell’impresa) sottrarranno il periodo pregresso
– e questo, come è intuitivo, è un profilo addirittura fondamentale – a
qualunque accertamento sia fiscale che contributivo.

Naturalmente, si tratta di una sorta di “sanatoria” concessa ai datori di
lavoro per quei rapporti inquadrati un po’ troppo…disinvoltamente come
co.co.co., e che invece si siano atteggiati nel concreto con modalità
molto vicine al lavoro subordinato, e per i quali, in definitiva, la
trasformazione possa rivelarsi una buona opportunità per “sdoganare”
rapporti solo apparentemente di lavoro autonomo.

(gio.bacigalupo)

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