Sediva News del 17 aprile 2007

Tempo determinato e apprendistato – QUESITO

Vorrei integrare il personale della farmacia assumendo un giovane che ho
assunto tempo fa a tempo determinato ed il cui rapporto è scaduto da circa
un mese; senonchè, vorrei inquadrarlo come apprendista, perché ne
ricorrono, secondo il consulente del lavoro, tutti i presupposti.

Un recente intervento del Ministero del Lavoro, provocato da Confindustria,
sembra attagliarsi sufficientemente al Suo caso, perché ha risolto in
senso positivo – cioè, proprio nella direzione da Lei auspicata, e sia
pure con alcune precisazioni che vedremo subito – il problema postosi
negli stessi termini per numerose aziende.

In particolare, il Ministero, prendendo atto di una lacuna legislativa
sull’argomento e di importanti precedenti giurisprudenziali in senso
conforme (in particolare, Cass. Civ., 1/11/04, n. 17574), e anche tenuto
conto che frequentemente i rapporti di lavoro a tempo determinato precedono
un inserimento in azienda con percorsi professionali diversamente e/o
maggiormente qualificanti, ha infine espresso l’avviso che la successione
tempo determinato-apprendistato deve ritenersi consentita (perlomeno)
quando il tempo determinato non abbia avuto una durata complessiva
superiore alla metà del tempo previsto per il (nuovo e diverso) contratto
professionalizzante, come lo è sicuramente anche l’apprendistato che è
rivolto infatti a permettere al giovane il perfezionamento di un “bagaglio”
professionale quanto più completo possibile, in vista di una articolata
conoscenza del contesto lavorativo.

Al contrario, questo “bagaglio” – aggiunge il Dicastero – deve ritenersi
già acquisito, e quindi interdetta la successione tempo determinato-
apprendistato, laddove i periodi di lavoro prestati superino un tempo
oggettivamente congruo, che, come appena detto, viene individuato nella
metà della durata prevista dalla contrattazione collettiva per la (nuova e
diversa) tipologia formativa.

Ora, quanto all’apprendistato nelle farmacie, nel CCNL di categoria la sua
durata è prevista in 24 mesi per i farmacisti collaboratori e in 48 mesi
per il personale non laureato, e dunque, ai fini dell’ammissibilità della
successione tra le due tipologie, il tempo determinato nel Suo caso non
deve aver avuto una durata superiore, rispettivamente, a 12 e 24 mesi.

(gio.bacigalupo)

La SEDIVA e lo Studio Bacigalupo Lucidi prestano assistenza contabile, commerciale e legale alle farmacie italiane da oltre 50 anni!