Sediva News del 28 marzo 2007

Quando è deducibile il contributo consortile – QUESITO

Ho appena acquistato una villetta in campagna per la quale sarò ora tenuto
a pagare un contributo annuo al consorzio istituito per la gestione dei
servizi comuni. Vorrei sapere se si tratta di un contributo deducibile.

In linea di principio i contributi consortili relativi a beni immobili sono
deducibili dal reddito complessivo soltanto quando per i loro proprietari
la partecipazione al consorzio sia obbligatoria, e questo generalmente
avviene quando esso sia nato per soddisfare bisogni collettivi,
indispensabili ed inscindibili, e comunque tali da renderne l’istituzione
di interesse pubblico (in tali evenienze, quindi, la nascita del consorzio
può discendere direttamente dalla legge ovvero da un provvedimento
amministrativo).

E però, i consorzi per la gestione dei servizi comuni di immobili inclusi
in un determinato comprensorio traggono perlopiù la loro origine da una
convenzione urbanistica tra l’impresa costruttrice ed il comune nel cui
territorio è ubicato il comprensorio “consortile”, e perciò, se questo
fosse anche il Suo caso, il contributo da Lei versato potrebbe essere
deducibile.

Diversamente, ove cioè il consorzio abbia una matrice volontaria, i
contributi non sono deducibili, anche quando il loro pagamento sia
diventato in realtà obbligatorio perché previsto dal suo atto costitutivo.

Del resto, queste conclusioni sembrano anche abbastanza in linea con la
nozione stessa di reddito catastale dei fabbricati, il quale – secondo i
principi generali – è già di per sé un reddito netto, diminuito quindi di
ogni spesa necessaria a produrlo, come è vero, infatti, che non spetta
invece nessuna detrazione per “decime, canoni, livelli, interessi passivi,
nonché per oneri tributari”, come dispone testualmente la norma di
riferimento dell’art. 7 del DPR 604/73.

(s. civitareale)

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