Sediva News del 19 marzo 2007

Può essere un reato il cambio-assegni al cliente

La Cassazione, con sentenza “n.10189” del 9 marzo 2007, ha stabilito che
commette un reato (sia pure contravvenzionale) il negoziante che “cambia” –
anche “alla pari”, attenzione – un assegno postdatato ad un cliente,
configurando tale operazione – proprio per la postdatazione del titolo – un
prestito, che, di per sé soltanto, comporta infatti a suo carico la
sanzione penale prevista dalla legge bancaria, a meno che, aggiunge la
decisione, il “prestito” non sia rivolto, in via del tutto occasionale, ad
un amico.

Anzi, il cambio-assegni, conclude la Cassazione, può assurgere addirittura
a delitto ove esso avvenga, per così dire, nei confronti del pubblico,
dovendosi ritenere tale anche la clientela in genere dell’esercente
l’attività di commercio al dettaglio.

(v.salimbeni)

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